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Ne esistono in tutto il mondo, dall’Africa all’America Latina passando per l’India. Cambiano i nomi, i volti, le lingue. Ma le condizioni di vita sono sempre stesse. In qualunque parte nel mondo, la vita nello slum è questa.

1. Acqua – Nei paesi occidentali si è abituati a pensare che sia un diritto fondamentale. Nello slum non è così. L’acqua potabile, quando c’è, è assolutamente insufficiente per tutti.

2. Sanità – Niente o poca acqua significa condizioni igieniche pessime. L’HIV e altre malattie non meno mortali qui sono all’ordine del giorno. Manca qualsiasi tipo di struttura sanitaria. Spesso i bambini contraggono l’HIV fin dalla nascita, direttamente dai genitori.

3. Sicurezza – Quando i diritti e i servizi mancano, bisogna procurarseli. Senza star troppo a pensare ai mezzi. In uno slum violenza sulle donne e criminalità sono normali. Tutto ciò che manca viene procurato illegalmente e ad altissimo prezzo, spesso non soltanto economico.

4. Casa – Se così si può chiamare. Negli slum le “case” sono più che altro degli ammassi di fango e lamiere che servono a malapena a creare un minimo di riparo. Abitazioni del genere crollano molto facilmente, come è facile immaginare. Chi vive nello slum è continuamente costretto a cambiare il luogo in cui vive senza migliorare in realtà le proprie condizioni abitative, anzi spesso trovando ripari ancor più di fortuna.

5. Overcrowding – Un’abitazione molto piccola. Dove vivono troppe persone per lo spazio che c’è a disposizione. Dove i movimenti sono limitati, la privacy un miraggio, l’igiene impossibile. Persino stare in piedi o dormire è difficile. Questa è la condizione che viene chiamata overcrowding.

La vita nello slum descritta in cinque mosse. Una condizione che può cambiare. In molti stanno lottando per questo. E anche tu puoi dare il tuo contributo grazie all’adozione a distanza.