vita nelle favelas

Il contrasto. Forse è questa la prima cosa che si nota. Il contrasto tra le spiagge da sogno, i locali sfavillanti, le auto di lusso. E proprio lì vicino, a due passi di distanza, c’è la vita nelle favelas. Se di vita si può parlare.

Le “case” – Se così si possono chiamare. Le favelas crescono, solitamente, a ridosso delle grandi città brasiliane. Le abitazioni sono costruite con i materiali più diversi, dai semplici mattoni recuperati dall’immondizia alle coperture di Eternit. Case di questo tipo crollano con estrema facilità. E comunque molti degli abitanti di una favela sono abituati anche a dormire in strada o su giacigli di fortuna.

La salute – La sanità è un miraggio. In una favela mancano fognature e acqua potabile. Nei pressi ci sono delle discariche a cielo aperto. Come sarà facile intuire, le condizioni igieniche sono pessime. Qui le malattie della povertà sono uno dei tanti problemi da affrontare costantemente, ogni giorno.

Criminalità – Nella favela, lo Stato non arriva. A comandare sono le organizzazioni criminali e i narcotrafficanti: sono loro a dare cibo e lavoro, a decidere cosa si può fare e cosa no, a decidere chi può entrare nella favela e chi invece deve restare fuori. È un autentico Stato parallelo.

Fame – Niente lavoro significa niente da mangiare. Gli abitanti delle favelas si procurano cibo come possono. Cercando nell’immondizia scarti da rivendere. Chiedendo qualche spicciolo ai turisti che frequentano le zone più ricche delle città.

Questa è la vita nelle favelas. Ti sembrano condizioni disumane? Eppure ci sono davvero uomini, donne e soprattutto bambini che vivono quotidianamente in luoghi come questo. Uomini, donne e soprattutto bambini che hanno bisogno di aiuto. E grazie all’adozione a distanza anche tu potrai dare il tuo contributo: adottare un bambino brasiliano a distanza significa regalargli la possibilità di avere un futuro migliore.