Cane Secco e Willwoosh per ActionAid

Il gesto più bello della tua vita è quello che fai per gli altri. Questo è il messaggio che lanciano Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, e Cane Secco, aka Matteo Bruno, nella nuova campagna di ActionAid sull’adozione a distanza. Che inizia con il farci una semplice domanda: quante cose inutili o assurde abbiamo acquistato nella nostra vita?

Il video rientra nel format “Vita Buttata”, un contenuto pensato da Willwoosh che raccoglie le testimonianze più imbarazzanti e divertenti della sua community, ogni volta su un argomento diverso. In questa occasione scopriamo che i due protagonisti e i molti follower hanno da raccontare una quantità incredibile di acquisti impossibili da giustificare: un cappello a forma di tacchino, un oggetto che permette di raddrizzare il naso, una lampada per il viso forse non sono neanche i più strani.

È sicuramente capitato a molti di comprare cose assurde o completamente inutili. E mentre è facile che questo ci strappi una risata, la domanda da farsi resta una sola: forse questi soldi potevano essere spesi meglio?

Un acquisto di cui è impossibile pentirsi

Cane Secco è un nostro testimonial ormai da diversi anni. Ha sempre affrontato le tematiche dell’adozione a distanza con grande chiarezza, ma anche con la leggerezza che meritano i bambini per cui lavoriamo. Nella puntata di “Vita Buttata” in cui è ospite di Willwoosh, ricorda i suoi viaggi in Africa insieme ad ActionAid, e racconta come ha visto cambiare le cose di fronte ai suoi occhi a distanza di pochi mesi. Ha assistito, in pratica, ai risultati del contributo di 130.000 donatori che hanno scelto di adottare un bambino a distanza con ActionAid e destinare un piccolo contributo mensile per aiutarci a cambiare delle vite.

Per l’adozione a distanza nella sua versione digitale, quella di cui parlano Cane Secco e Willwoosh nel loro video, bastano 9€ al mese. Per noi probabilmente equivalgono a uno sfizio, un aperitivo o, per restare in tema, a un “acquisto inutile”. Ma quello stesso contributo può trasformarsi in cibo, acqua, spese mediche, istruzione e programmi di sviluppo. Non solo per un bambino, ma per tutta la sua comunità e la sua famiglia. Significa, tra le altre cose, una scuola con più banchi, quaderni e lezioni, e formazione lavorativa per gli adulti, soprattutto le donne.

C’è un intero ecosistema che beneficia della scelta di una persona da questa parte del globo, grazie alla quale le generazioni del futuro di quei luoghi potranno ottenere una cosa semplice ma essenziale per lo sviluppo del paese: la possibilità di imparare, crescere e reinvestire queste conoscenze nel loro territorio.

La formula digitale di ActionAid

Come ci ricorda Guglielmo nel video, sarebbe stato molto meglio scegliere l’adozione a distanza quel giorno in cui ha comprato un kit per lavorare il cuoio (che non ha comunque mai usato). Ognuno di noi ha un “kit” inutile e abbandonato in un cassetto, che sarebbe stato meglio sostituire con una buona azione.

ActionAid, con uno sguardo rivolto in particolare ai più giovani – ma non solo – ha pensato ad una nuova esperienza di adozione a distanza, interamente digitale.  Fortunatamente, la tecnologia offre la possibilità di alleggerire la metodologia di adozione, facendo anche del bene all’ambiente: a differenza dell’invio di lettere e disegni cartacei, i contatti tra il bambino e la sua comunità, e la persona che li sta aiutando avverranno tutti per via digitale.

Costruire un futuro diverso si può, e l’obiettivo dell’adozione a distanza va oltre un singolo mese. Serve da motore al cambiamento: un aiuto oggi per garantire un mondo più sostenibile domani. Un mondo in cui un bambino o una bambina che stanno vivendo in una condizione difficile potranno studiare, trovare un buon lavoro e a quel punto, chissà, concedersi anche lo sfizio di fare un piccolo acquisto istintivo e inutile. Perché è giusto volere un mondo in cui tutti possano permetterselo, almeno una volta.

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