vaccinazioni nei Paesi poveri

Le chiamano malattie della povertà. Perché, come suggerisce il nome, la loro comparsa è strettamente legata alle condizioni di miseria in cui vivono i Paesi più poveri del mondo. Eppure, in molti casi, basterebbe poco per fermare queste malattie. Garantire le vaccinazioni nei Paesi poveri è uno dei principali interventi.

 

I numeri che raccontano un’emergenza:

  • 112 milioni di bambini vaccinati con tre dosi di DTP (una classe di vaccini specifica per difterite, pertosse e tetano) nel 2013, per una copertura di circa l’84%, ma c’è ancora un 16% che non le ha ricevute.
  • 21,8 milioni di bambini di età inferiore a un anno nel mondo non hanno ricevuto le tre vaccinazioni DTP nel 2013 (nel 2012 era 22,8 milioni).
  • 1,5 milioni è il numero di bambini morti per malattie che potevano essere prevenute tramite vaccinazione.
  • Circa il 70% di questi bambini vive in appena dieci Paesi: Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Kenya, Messico, Nigeria, Pakistan, Vietnam, Repubblica Sudafricana.
  • 2-3 milioni di morti prevenute annualmente grazie alla vaccinazione.

 

La prevenzione

Contro malattie come difterite, pertosse e tetano, l’unica soluzione è la vaccinazione. Basterebbe pensare che nel 2008 il 17% dei decessi di bambini fino a cinque anni di età era prevenibile semplicemente ricorrendo alle vaccinazioni già disponibili nei Paesi occidentali.

 

Difterite, pertosse e tetano nei Paesi occidentali non rappresentano più un problema. Invece, come raccontano i numeri appena mostrati, la situazione è completamente diversa nei Paesi poveri. Popolazioni che non hanno a disposizione le necessarie vaccinazioni per prevenire tali malattie.

Basterebbe davvero poco, in quanto il costo delle vaccinazioni è basso. È anche per questo che c’è bisogno del contributo dell’adozione a distanza: un contributo che permetterà ai bambini che vivono nelle zone più povere del mondo di avere a disposizione le necessarie vaccinazioni.

 

Dati (relativi al 2013): WHO