storie di donne vittime di violenza

C’è quella fisica, la più evidente. C’è quella sessuale, la più brutale. Poi c’è quella psicologica. Oppure essere costretti a rinunciare alla possibilità di avere un futuro. O alla vita che sta crescendo in grembo. Esistono tante forme di violenza. Accomunate da un elemento ricorrente: a subirla sono quasi sempre le donne. Specialmente se vivono nei Paesi più poveri del mondo. Come le protagoniste di queste cinque storie.

1. Fatima

Vive in Afghanistan. È stata costretta a sposarsi a 13 anni. E per 15 ha subito violenze di ogni tipo dal marito. L’uomo la picchiava perché la donna non poteva avere figli. Quando Fatima tentò di scappare, il marito divenne ancora più violento. Arrivò quasi a ucciderla.

Fatima ha trovato il coraggio di rivolgersi a una “casa sicura”. Oggi è protetta. Ma non vedrà mai più la sua famiglia. Ai loro occhi, la donna ha “sbagliato”. Ha portato vergogna su tutti loro.

2. Pamela

Vive in Kenya. Aveva appena tre anni quando la madre morì. Appena 13 quando suo padre la costrinse a sposare un uomo molto più grande di lei. Un uomo che un giorno, all’improvviso, la rapì, caricandola su un camion. Picchiandola lungo tutto il tragitto, la portò in una baracca e ce la rinchiuse per una settimana.

Poco dopo, fu costretta a subire l’orrore delle mutilazioni genitali femminili. Le complicanze furono spaventose durante la nascita della sua bambina.

3. Ety

Ha 13 anni. È nata in un bordello del Bangladesh. Uno dei posti peggiori al mondo. Sua madre, una sex worker, si è sempre presa cura di lei. Non l’ha mai picchiata. Per Ety, tutto il mondo erano le pareti del bordello dove la madre lavorava.

Anche questa è violenza. È vivere in un Paese che costringe le donne a fare i lavori più degradanti per sopravvivere. È sentire, ogni giorno, di non avere il diritto a un futuro migliore. A un futuro che non siano le quattro pareti di un bordello.

4. Susheela

Vive a Nuova Delhi, in India, e ha 31 anni. Quando ha scoperto di essere incinta per la seconda volta, pensava che sarebbe stato uno dei giorni più belli della sua vita. Ma in grembo aveva una bambina. E cominciò il suo incubo. Perché la famiglia del marito aveva deciso che Susheela doveva assolutamente abortire. Ne andava dell’onore della famiglia.

La costrinsero ad andare in clinica per abortire. Ma Susheela non voleva. Si chiuse in bagno, a piangere e pregare. Mentre sua suocera cercava di forzare la porta del bagno. Insultandola e urlando che doveva farlo.

Susheela è riuscita a scappare grazie all’aiuto di un’infermiera. Ha partorito a casa della sorella. Da allora, non ha più rivisto il marito e la sua famiglia.

5. Neta

Si chiama Clemilda Maria da Silva. Tutti però la chiamano con il semplice diminutivo di Neta. Vive in una delle zone più povere del Brasile. Si è sposata molto giovane. Ha avuto sette figli. Suo marito non voleva che lei lavorasse. Neta doveva fare soltanto una cosa: stare a casa, accudire i bambini, lavare, cucinare. Questa doveva essere la sua vita.

Aiutare le donne vittime di violenza

Queste cinque storie, in realtà, ne raccontano una sola. Quella cioè della violenza sulle donne. Una storia che può assumere forme diverse. Ma che si svolge, invariabilmente, in ogni angolo del pianeta, a qualsiasi latitudine, in Asia come in Africa e in America Latina.

Aiutare le donne vittime di violenza nel mondo è uno dei nostri obiettivi. Ma possiamo riuscirci soltanto grazie al tuo aiuto.

 

Fonte immagine: Actionaid.org.uk