storie di adozione a distanza: Tena

La puoi vedere nella foto. Tena, adesso, ha ritrovato la forza di sorridere e di guardare al futuro con maggiore serenità. Ma la storia di questa donna liberiana di 25 anni, madre di due bambine, poteva essere molto diversa.

È difficile essere donne in Africa. Per un’infinità di motivi. Questi sono i più importanti:

  • in molti dei Paesi più poveri, ogni giorno le donne subiscono violenza sia fisica che psicologica
  • la terra è arida, difficile da coltivare e, come se non bastasse, le donne devono fare i conti con la discriminazione perché il lavoro è un diritto solo degli uomini
  • persistono ancora pratiche disumane come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati
  • le donne sono relegate in posizioni di secondo piano e non hanno potere decisionale all’interno della comunità

Donne proprio come Tena. “Era mio marito che gestiva tutti i soldi e che si occupava di ogni decisione in famiglia. Non mi permetteva mai di dare un mio parere e decideva tutto da solo. Quindi, quando mi ha lasciata ero disperata”.

Per una donna in Africa, essere lasciata dal marito significa essere condannata alla miseria. Questo sarebbe stato il destino di Tena. Se non fosse stato per il contributo dell’adozione a distanza.

Grazie a questo contributo, Tena ha potuto seguire un corso di formazione che le ha consentito di imparare due cose fondamentali:

  • quali sono i suoi diritti e come difenderli
  • un mestiere che le permettesse di essere completamente autonoma

“Adesso lavoro regolarmente e riesco a mandare a scuola le mie figlie. Ho anche costruito da sola una nuova piccola casa per me e le mie bambine!”