storie di adozione a distanza: Tamanna

Pensa a questa situazione: immagina se una bambina alla quale sei affezionato (tua figlia, tua nipote, la tua sorellina) venisse, a scuola, trattata male. E non tanto dai suoi compagni ma addirittura dai maestri, le persone che dovrebbero istruirla e, parallelamente ai genitori, anche educarla, insegnandole a relazionarsi con gli altri e a stare in una comunità. Ti sembra una storia incredibile? Non crederlo. Perché è esattamente questo ciò che è accaduto alla piccola Tamanna.

Tamanna vive in Bangladesh. E quando si parla di discriminazione delle donne, questo Paese è uno di quelli che occupano sempre le posizioni più basse nelle classifiche. Per rendere l’idea, basti dire che, nel 2013:

  • Il 65% delle donne era stato sposato prima di aver compiuto 18 anni;
  • Tre milioni e 200mila erano le donne scomparse di cui, ancora oggi, non si sa niente.

Detto in altre parole: in Bangladesh le discriminazioni delle donne sono all’ordine del giorno. E a questo si aggiungono anche le discriminazioni in base alla classe sociale di appartenenza, proprio come la comunità dalit in India.

“Facevo fatica a seguire le lezioni” racconta Tamanna, “perché i maestri spesso mi trattavano male”.

Noi di ActionAid siamo consapevoli di questo grave problema nelle scuole del Bangladesh, in particolare nelle scuole delle zone rurali. Per questo monitoriamo costantemente le condizioni dei bambini, intervenendo per migliorare la situazione e fare in modo che i diritti di tutti i bambini siano sempre rispettati.

Ed è esattamente quello che abbiamo fatto nella scuola di Tamanna:

Dopo l’intervento di ActionAid, i maestri hanno capito che devono trattarci tutti allo stesso modo e aiutarci a studiare”.

Se abbiamo potuto aiutare Tamanna e gli altri bambini della sua scuola, è stato solo grazie all’adozione a distanza. E a persone proprio come te.

 

Dati: Genderindex.org