storie di adozione a distanza: Pham

La storia della piccola Pham, in un certo senso, si compone di due parti. In entrambi i casi, le sue parole sono il modo migliore per raccontarla.

“Non ho parole per descrivere cosa ho provato la prima volta che ho scattato una fotografia…”

Questa frase ci comunica un concetto tanto semplice quanto, a modo suo, forte: basta davvero poco per poter strappare un sorriso e regalare un momento di felicità ai bambini che vivono nel sud del mondo. Bambini che, nonostante tutte le privazioni e i problemi che devono affrontare ogni giorno, riescono ancora a trovare dei momenti in cui comportarsi come ciò che sono. Dei bambini, appunto.

È la seconda frase di Pham a farci riflettere davvero.

“Nessuno di noi aveva mai usato una macchina fotografica prima d’ora”.

Incredibile, visto che siamo nel XXI secolo? Eppure è proprio così. Il distretto di Krong Bong è uno dei più poveri del Vietnam. Un Paese dove:

  • Circa tre milioni di persone vivono in condizione di povertà estrema, quindi con massimo 1,90 dollari al giorno (dati: World bank);
  • Circa 22 milioni di bambini muoiono prima di aver compiuto il quinto anno di vita (dati: Who);
  • Il numero di persone analfabete sfiora i quattro milioni di unità (dati: Unesco).

Riesci a immaginare quanto possa essere difficile organizzare qualcosa di vagamente simile a un’attività extrascolastica, e sempre a patto di avere, a una distanza ragionevole, una struttura che possa essere chiamata scuola? Ma questa storia è comincia con un sorriso e con un sorriso terminerà.

Grazie al contributo dell’adozione a distanza, ActionAid ha organizzato dei corsi per piccoli reporter in dieci scuole, bambini che hanno imparato a scattare foto e scrivere brevi articoli. Ora non resta che augurare loro buona fortuna.

E quale periodo migliore di questo per dare il proprio contributo? Adotta un bambino a distanza: a Natale fai un gesto d’amore, regala un futuro a un bambino del Sud del Mondo.