storie di adozione a distanza: Nazma

Essere donne in Bangladesh non è per niente semplice. La quotidianità è fatta di diritti che vengono sistematicamente negati, come l’accesso alla terra o il lavoro. A tutto questo, c’è un altro, grande problema da aggiungere: le autentiche catastrofi climatiche che mettono in ginocchio il Paese con spaventosa regolarità. È così che comincia la storia di Nazma.

La vita di Nazma, fin da quando era bambina, non è stata per niente semplice. All’età di 9 anni, fu colpita dalla poliomielite. Questo ha lasciato sul suo corpo delle conseguenze che dovrà affrontare per il resto dei suoi giorni.

Si è sposata molto giovane e ha avuto, molto preso, due bambini. Con i quali viveva in una piccola e fatiscente capanna in Bangladesh, per di più costruita nei pressi di un fiume. Questa capanna, almeno una volta all’anno, veniva allagata, quando non totalmente distrutta, dalle violente alluvioni che colpiscono il Paese.

Durante le alluvioni, Nazma scivolava sulle sue stampelle e per questo motivo non poteva muoversi né lasciare la sua capanna. Per paura che annegassero, non poteva permettersi di perdere di vista i suoi due bambini, che quindi restavano sempre insieme a lei, tutto il giorno.

Questa era la sua vita. Che ora che cambiata. Adesso, Nazma vive in un villaggio, costruito da ActionAid, dotato di tutte le necessarie misure per proteggere gli abitanti durante le alluvioni. Villaggio che ha resistito contro inondazioni e cicloni, e non si è mai allagato, nemmeno una volta.

Per questa storia, le parole della stessa Nazma sono la conclusione migliore:

“Prima mi preoccupavo di trovare soldi per comprare cibo per i miei figli. Ora, semplicemente, posso raccogliere mango e guaiava direttamente nel mio giardino e darlo ai miei bambini”.

Parole che raccontano perfettamente come la sua vita sia cambiata grazie a chi, proprio come te, ha deciso di dare il proprio contributo tramite l’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: Mahmud/MAP/ActionAid.org.uk