storie di adozione a distanza: Mylapalli

Mylapalli vive in India, nello Stato dell’Andhra Pradesh. La sua vita, semplicemente, è questa:

“Mio marito è un pescatore e io vendo pesce essiccato”, spiega Mylapalli.

L’India è un Paese fortemente soggetto alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Le stagioni dei monsoni sono sempre più imprevedibili e sempre più devastanti. Le piogge torrenziali e le inondazioni distruggono le case di fortuna nelle quali deve vivere la parte più povera della popolazione e impedisce di portare avanti quelle poche attività, come la pesca, che permettono alle persone di sopravvivere.

A questa situazione generale, bisogna aggiungere altri due elementi:

  • La povertà in India non risparmia nessuno. La povertà estrema, ovvero vivere con massimo 1,90 dollari al giorno. Questa è la condizione nella quale, nel 2015, vivevano 270 milioni di persone (dati: World bank).
  • Le tecniche usate sono arretrate. Questo vale sia nella pesca sia nell’agricoltura che vengono praticate nelle zone più povere del Paese. Usare tecniche arretrate significa anche che la resa del lavoro svolto è minima, e questo non fa altro che peggiorare una situazione già di per sé grave.

Come avrai sicuramente intuito, la vita per Mylapalli e per la sua famiglia non era certo semplice. Ma è migliorata, e davvero tanto, quando la donna è entrata a far parte di una cooperativa composta da quaranta donne e promossa da ActionAid.

La cooperativa ha reso la vita migliore per la mia famiglia” racconta Mylapalli. “Impariamo tante cose utili nelle sessioni di allenamento, ad esempio, quanto sale mettere sul pesce, dove asciugarli e quando asciugare. Questo ci aiuta a migliorare la qualità del pesce, così ne ricaviamo più soldi”.

È bastato, a ben vedere, davvero poco. Un poco che non si può dare per scontato quando si parla dei Paesi più poveri del mondo. Ed è stato possibile unicamente grazie all’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: Poulomi Basu/ActionAid.org.uk
Storia: ActionAid.org.uk