storie di adozione a distanza: Manuela

Prima di raccontare la storia della piccola Manuela, bisogna parlare di Rocinha. Si tratta di una delle favelas più povere di Rio de Janeiro. Ci vivono circa 70mila persone. Questa città è terreno di scontro delle varie bande criminali che ne contendono il controllo.

Ecco, Manuela vive qui. E, per chi vive in una favela, cose normali come frequentare un asilo diventano quasi dei desideri irrealizzabili. Soprattutto per chi, fin da piccola, ha dovuto fare i conti con la povertà, uno dei problemi più gravi che attanagliano il Brasile.

Ora è tutto nuovo e sono così felice! La mia attività preferita è fare l’orto e mi piace la frutta. Prima la mia mamma doveva pagare per fare capoeira e a volte non poteva. Ora è gratis! La sala dove facciamo lezione è tutta colorata e il pavimento è stato rifatto. Anche la sala giochi è nuova e ci sono tantissimi giocattoli. A me piace in particolare lavorare la plastilina, con cui una volta ho fatto un cuore per la mamma. È stata molto contenta e quando l’ha visto ha pianto un po’ per la commozione”.

Manuela è felice perché può andare all’asilo. Per la precisione, all’asilo gestito da ASPA e ristrutturato da ActionAid e CONI. Dove bambine come lei possono giocare, imparare cose nuove e stare lontane dalla strada.

Adesso, Manuela e sua madre non vivono più a Rocinha. La madre di Manuela voleva un posto più sicuro, dove vivere con sua figlia. Si sono trasferite a Muzema, a venti minuti di distanza. Manuela continua ad essere portata dalla sua mamma all’asilo gestito da ASPA.