storie di adozione a distanza: Lamia

Ha 10 anni. Si chiama Lamia Akter. Vive a Char Bangla, in Bangladesh. E, con molta probabilità, nel 2007 è sopravvissuta soltanto grazie all’adozione a distanza. Ora può raccontare la sua storia.

“Gli insegnanti ci dicono che quando arriva ci sono dei venti fortissimi e succedono molte cose brutte”. Queste sono le parole di una bambina di dieci anni. I cicloni sono uno dei problemi che colpiscono il Bangladesh. Arrivano improvvisi e violenti, distruggono case e raccolti. La vita di tutti è sempre in pericolo.

 

 

Quando si scatena la furia di uno di questi cicloni, l’unico modo per sopravvivere è raggiungere i rifugi anti-cicloni. Se sono stati costruiti. Se la popolazione locale sa che esistono e come raggiungerli. Altrimenti il passaggio di un ciclone può avere soltanto un esito drammatico.

Il 15 novembre del 2007, il ciclone Sidr colpì il Bangladesh. La tragedia fu evitata per un solo motivo: tutti gli abitanti di Char Bangla sapevano dove si trovavano i rifugi. Non una sola persona perse la vita.

Una storia a lieto fine. Che però avrebbe potuto essere molto, molto diversa. I rifugi furono costruiti grazie al contributo dell’adozione a distanza. E, sempre grazie all’adozione a distanza, nelle scuole vennero attivati dei corsi di formazione che insegnarono a bambini e adulti come dovevano comportarsi. Questi corsi di formazione continuano ancora oggi.

E se invece, nel 2007, Char Bangla non avesse avuto l’aiuto dell’adozione a distanza?