storie di adozione a distanza: Kainã

Cidade de Deus è una delle più grandi e problematiche favelas di Rio de Janeiro. Qui, anche il sogno più semplice e normale sembra essere irraggiungibile. Come studiare per costruirsi un futuro migliore. O, come nel caso del piccolo Kainã di nove anni, seguire la propria grande passione: giocare a calcio.

La vita per Kainã, come per molti bambini della favela, non è per niente semplice:

“Certo, vivere qui è difficile. C’è molta violenza e spesso non posso giocare per strada perché è troppo pericoloso. Quando devo restare a casa, curo il mio canale YouTube, dove commento alcuni videogiochi: ho molti iscritti”.

Nonostante questo, a Kainã piace vivere a Cidade de Deus. Perché qui ha i ricordi più belli di sua madre, di sua zia e di tutta la sua famiglia. È grazie a sua zia se Kainã va a scuola, dove impara tanto con i suoi amici. Ed è sempre grazie a sua zia se ha cominciato a giocare a calcio.

All’inizio, a Kainã non piaceva andare al campo, che era brutto e pieno di buche: quando pioveva, si allagava tutto. A volte il pallone mancava. Non c’erano nemmeno le reti, quindi il pallone finiva sempre in strada.

Ma adesso è tutto diverso: grazie al lavoro di ActionAid, Kainã e gli altri bambini hanno a disposizione un vero campo coperto, completo di spogliatoi. Ci sono anche le divise. E giocando con i suoi coetanei, Kainã sta imparando la cosa più importante: fare squadra e rispettare sempre gli altri bambini.

“Il mio sogno è giocare a calcio e creare un robot poliziotto che possa fermare la violenza a Cidade de Deus. Non voglio vedere bambini che lavorano o che sono colpiti da proiettili, non voglio che i criminali ci rubino i banchi di scuola”.