storie di adozione a distanza: Jesmin

Per una giovane ragazza, vivere in uno slum di Dhaka, la capitale del Bangladesh, è pericoloso. Molto pericoloso. Perché lo slum è un posto dove migliaia di bambini senza casa vivono, dormono e lavorano in strada. Per loro, il rischio di subire violenza e abusi sessuali è elevatissimo. E Jesmin, 10 anni, avrebbe potuto essere proprio uno di questi bambini.

Mi sono sentita male quando pensavo al fatto che non potevo studiare. Che non potevo mangiare in maniera adeguata. Invece, i miei amici potevano studiare. Anch’io volevo studiare.”

La storia di Jesmin comincia quando lei e suo fratello erano molto piccoli. Non avevano una casa ed erano costretti a vivere in strada, notte e giorno. Sua madre cercava lavoro disperatamente.

“A quel tempo non potevamo mangiare nemmeno il riso normale ma solo il riso pressato e riso soffiato. Un giorno, ho chiesto a mia madre: mamma, perché non possiamo mai mangiare riso e curry?”

Sua madre riuscì a trovare lavoro come aiutante domestica. Così presero una piccola stanza in affitto. La donna però lasciava Jesmin e suo fratello soli per tutto il giorno. E a causa delle ristrettezze economiche, nessuno dei due andava a scuola. Quando giocavano in strada, le persone li insultavano e li deridevano.

“Poi, mia madre trovò una casa per me dove lavorare come aiutante domestica. Ho cominciato a vivere lì. Ma non mi piaceva: le persone della casa erano sempre pronte a picchiarmi e rimproverarmi.”

C’era una ragazza chiamata Hafiza. Lei viveva nella Happy Home, un centro creato e gestito da ActionAid. La madre di Jesmin lo venne a sapere dal nonno di Hafiza.

“Mi piace vivere nella Happy Home. Imparo a ballare e cantare. Posso mangiare in maniera sana e regolare. Ho imparato a fare collane, bracciali, cavigliere e a ricamare. E posso anche studiare. Sono nella quinta classe. Le mie materie preferite sono scienze sociali e inglese.”

Studiando, anche Jesmin potrà sperare di costruirsi un futuro migliore.

 

Storia e immagine: ActionAid.org.uk