storie di adozione a distanza: Hoda

L’emergenza che in questi giorni sta colpendo l’Africa orientale ha un nome ben preciso. Un nome che incute paura: siccità. Per chi vive nei cosiddetti Paesi industrializzati, potrà sembrare qualcosa di lontano. Ma c’è chi deve affrontare davvero, ogni giorno, le conseguenze della siccità. Sono uomini, bambini, anziani. Sono donne come Hoda.

Hoda Ahmed ha 50 anni. Vive in Somaliland, uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla siccità. Ogni giorno, deve camminare per ore prima di raggiungere la più vicina fonte d’acqua potabile. Eppure, la sua vera paura è un’altra. Perché, per cercare acqua e cibo, la sua famiglia si è dovuta dividere.

“Quasi tutti gli uomini non sono più con le loro famiglie” racconta Hoda. “Ci sentiamo spaventate perché siamo donne lasciate sole. Ma cerchiamo di stare insieme, tutte le donne, e ci assicuriamo che tutti stiano in un gruppo, specialmente di notte”.

Anche in una circostanza del genere, quando niente è dato per scontato, l’ultimo pensiero di Hoda è sempre per i suoi bambini. Teme per la loro sicurezza, per la loro salute. Teme per le loro vite, in un Paese dove il tasso di mortalità infantile è già di per sé alto.

Hoda, le donne del suo villaggio, il Somaliland e gli altri Paesi dell’Africa orientale colpiti dalla siccità hanno bisogno di aiuto.
Noi possiamo darglielo grazie all’adozione a distanza.

 

Storia: ActionAid.org.uk
Fonte immagine: Ashley Hamer/ActionAid