storie di adozione a distanza: Haddy

Per capire il vero significato della storia di Haddy, una donna che vive a Jockul, in Ghana, bisogna, necessariamente, fare tre premesse.

  • La prima: il Ghana è un Paese poverissimo. Qui, il 25% della popolazione vive in condizione di povertà estrema, quindi con massimo 1,90 dollari al giorno. Riuscire a capire cosa significhi tirare avanti, ogni giorno, con una somma del genere è semplicemente inimmaginabile per chi è nato in uno dei cosiddetti Paesi industrializzati.
  • La seconda: l’agricoltura è il principale mezzo di sussistenza. Ma viene praticata con tecniche che dire arcaiche e inefficienti è poco: i raccolti non sono mai sufficienti per sfamare la popolazione o per essere rivenduti al mercato. Senza considerare un altro problema: molte aree del Paese sono eccessivamente aride.
  • La terza: la mortalità infantile è fin troppo alta. Ogni mille nativi vivi, ci sono 28 bambini che non riescono a superare il quinto anno di vita. La maggior parte delle cause è riconducibile a problemi strettamente legati alla mancanza di un’alimentazione adeguata.

Date queste tre premesse, si capisce facilmente l’importanza della nomina di Haddy a vicepresidente della cooperativa di donne di Jockul. Una nomina che lei è ben felice di accogliere, un compito che svolge con competenza e con tanto entusiasmiamo.

Grazie all’aiuto di ActionAid, Haddy s’impegna ogni giorno per fare in modo che l’artigianato tradizionale locale possa diventare un’attività remunerativa per l’intera comunità. In questo modo, tutte le famiglie possono ricavare il denaro di cui hanno bisogno per mangiare, bere, vestirsi, studiare. Insomma: per costruirsi un futuro migliore.

Ancora più importante è il fatto che questo grande cambiamento sia stato determinato da una cooperativa nella quale lavorano quaranta donne. Che sono diventare delle autentiche esperte nella tessitura e nell’arte di creare sapone. Ulteriori competenze che possono aiutarle nel rendere migliori le vite loro e di tutti i famigliari.