23 Marzo 2018

storie di adozione a distanza: Bandor

La storia di Bandor comincia qualche anno fa, nel 2014 per la precisione. Ma ha avuto dei risvolti le cui conseguenze, purtroppo, nella vita di questa giovane ragazza, che vive in Sierra Leone, si sono protratte fino ai giorni nostri.

Ufficialmente, l’ultima, devastante epidemia di Ebola che ha colpito l’Africa occidentale è finita nel mese di gennaio 2016. L’annuncio, accolto come un’autentica liberazione, fu dato all’epoca direttamente dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Anche se l’epidemia è finita, i Paesi colpiti stanno ancora facendo i conti con le sue conseguenze:

  • Cominciata nel dicembre 2013, l’epidemia ha causato 11mila vittime;
  • In tutto, i contagiati sono stati più di 28mila persone;
  • A questo bisogna aggiungere un numero esorbitante di orfani: circa 22mila.

Orfani proprio come Bandor. Nel dicembre del 2014, aveva appena 14 anni e viveva con sua nonna, unica persona della sua famiglia che poteva prendersi cura di lei. Ma in quello stesso mese, sua nonna morì a causa dell’Ebola. Per fermare la diffusione dell’epidemia, la loro casa fu bruciata.

Ho perso tutto”, racconta Bandor. “Anche le foto di mia nonna”.

Una parente di Bandor, mamma Alice, le diede una nuova casa. Una casa nella quale la ragazza poteva dormire, mangiare e sentirsi nuovamente protetta.

“Non ho esitato a prenderla con me”, dice mamma Alice. “La sua è una tragedia che sarebbe potuta capitare anche a me”.

Una svolta che non è stata casuale. Mamma Alice, infermiera e madre di sei figli, faceva parte di una delle oltre mille squadre di volontari di ActionAid che hanno contribuito a combattere l’Ebola in Sierra Leone. Dopo aver seguito un corso di formazione, Mama Alice diede il suo inestimabile contributo per individuare i segni della malattia nella sua comunità, aiutare le vittime e prevenire la diffusione della malattia.

E in questo suo percorso per aiutare le altre persone della sua comunità, ha deciso di accogliere con sé Bandor e darle una nuova possibilità di costruirsi una vita degna di questo nome.

 

Immagine: Kate Holt/ActionAid.org.uk
Storia: ActionAid.org.uk