storie di adozione a distanza: Ana

In Brasile, il futuro delle donne è ancora segnato dall’incertezza. Incertezza dovuta alla violenza dilagante e ai diritti sistematicamente negati. Eppure, ci sono donne che hanno deciso di non arrendersi, ma anzi di impegnarsi in prima persona. Persone proprio come la giovane Ana.

  • Una vita difficile. Le donne in Brasile non hanno per niente vita facile. Fin da quando sono bambine o giovani ragazze. Infatti, in questo Paese, bambine e ragazze sono impegnate il doppio più dei coetanei maschi nei lavori domestici. Come per dire che il loro futuro può essere soltanto sposarsi, avere dei figli e badare alla casa.
  • Violenza. Ma il capitolo più preoccupante è rappresentato dalla violenza. I dati a disposizione sono pochi e frammentari perché, per paura o per non conoscenza di quelli che sono i propri diritti, troppo spesso le donne non denunciano o non vengono credute. Comunque, per rendere l’idea del fenomeno, basti dire che, tra settembre 2006 e marzo 2011, le denunce di donne che hanno subito violenza domestica sono state più di 300mila.
  • Favelas. La situazione diventa ancora più grave se ci si sposta in una favela. Qui, gli scontri a fuoco tra spacciatori e forze dell’ordine sono quasi all’ordine del giorno. In questi slum, le case sono fatiscenti quando non ricavate utilizzando direttamente materiali di fortuna. In molti casi, mancano del tutto elettricità e servizi igienici.

Ma la voglia di cambiamento è tanta. Molte sono le ragazze che si sono mobilitate a manifestare. Come Ana, una giovane attivista del Centro Femminista 8 de Março. Ogni giorno, è impegnata per rivendicare il diritto delle donne alla terra cha lavorano e per difenderle dalla violenza.

Vuoi dare il tuo contributo per aiutare giovani ragazze e donne come Ana a rivendicare i propri diritti? Hai un modo molto semplice per farlo: l’adozione a distanza, grazie alla quale potremo supportare Ana e altre donne del Brasile nella lotta per i diritti.

 

Dati: Genderindex.org