storie di adozione a distanza: Amie Diouf

Baout, in Senegal, può sembrare, a prima vista, una piccola e amena isoletta. Ma chi ci abita sa che le condizioni di vita possono essere molto diverse da come sembrano. Persone proprio come Amie Diouf.

Il problema principale di Baout Island? È presto detto:

  • A causa dei repentini cambiamenti climatici, la piccola isola è colpita da piogge erratiche;
  • A questo, bisogna aggiungere il costante (e ormai annoso) aumento del livello del mare, che a sua volta determina un aumento dei livelli di sale nel sottosuolo.

Tali fattori, combinati, distruggono i raccolti e i mezzi di sussistenza della popolazione. La conseguenza ultima ha un nome che evoca terrore: la fame. La stessa fame alla quale sarebbe stata condannata Amie Diouf.

Sarebbe stata, abbiamo scritto. Sì, perché Amie Diouf è stata fortunata e ha ricevuto il supporto di qualcuno che, proprio come te, ha scelto l’adozione a distanza.

Amie Diouf è una delle 15 donne che ha potuto seguire un corso su come si coltivano i cosiddetti table gardens, ovvero dei piccoli orticelli allestiti all’interno di apposito contenitori.

Utilizzando tecniche più efficaci di raccolta dell’acqua, tra cui la conservazione dell’acqua piovana presa dai tetti, il cibo viene coltivato su appositi tavoli con un compost fatto di arachidi. Questa particolare tecnica è stata introdotta da ActionAid per:

  • Aiutare le donne a rispondere alle conseguenze dei cambiamenti climatici;
  • Permettere alle persone dell’isola di sostenere le proprie famiglie.

Amie e le altre donne del suo gruppo hanno fatto formazione ad altre 15 donne, così ogni famiglia dell’isola potrà beneficiare della nuova tecnica di coltivazione.

 

Fonte immagine: Clément Tardif/ActionAid.org.uk
Fonte storia: ActionAid.org.uk