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La donna a destra di questa foto si chiama Alphonsine. Vive in un piccolo villaggio del Ruanda. Ed è una vera eroina. Perché, oltre ad aver aiutato se stessa, ha anche trovato la forza di aiutare la sua comunità.

Alphonsine è affetta da HIV. Vivere in Africa con l’HIV non è facile. Lei può ancora essere considerata tra le fortunate perché un vicino ospedale le fornisce i farmaci antiretrovirali di cui ha bisogno. Questa è solo una parte del problema.

A causa dell’HIV, la comunità aveva paura di lei, degli altri uomini e delle altre donne infette. Poco dopo aver scoperto di essere malati, decisero di coltivare un piccolo campo. Ma erano pochi. Ed erano soli. Perché nessuna cooperativa li voleva, dal momento che erano malati.

“Dicevano che saremmo morti” racconta Alphonsine, “e quindi che senso aveva farci lavorare… Non valevamo niente”. Senza una cooperativa alle spalle, è impossibile richiedere finanziamenti. Eppure Alphonsine e le altre persone affette da HIV volevano solo un lavoro dignitoso per pagarsi le sepolture.

Aspettavamo solo di morire, non avevamo ambizioni, ci sentivamo soli e avevamo paura per i nostri figli”.

Tutto questo fino al giorno in cui Alphonsine incontrò i volontari di ActionAid in ospedale. Che le hanno fornito semi di qualità migliore e hanno organizzato dei corsi di formazione. Adesso Alphonsine e le altre persone affette da HIV guadagnano abbastanza fornendo semi di qualità alle cooperative e alle famiglie del villaggio.

“La cosa di cui sono più felice” conclude Alphonsine, “è che ho ricominciato a vivere. Ho ricominciato a fare progetti, a sognare, sono molto più sicura di me stessa. Non sento più di essere una condannata a morte. E questo lo devo ad ActionAid, che mi ha insegnato a essere forte! Grazie a quello che guadagno con la cooperativa posso mandare mio figlio di 18 anni in una scuola migliore. Prima doveva percorrere chilometri e chilometri a piedi. Ora invece ha una stanza in un collegio, che offre anche un’istruzione di qualità!”