situazione Rohingya

È passato più di un anno da quando il loro incubo è cominciato. Era l’agosto del 2017. Da allora, la situazione dei Rohingya non è per niente cambiata. Anzi, da allora, è soltanto peggiorata. Perché è drasticamente aumentato il numero di persone che hanno bisogno di aiuto.

Perché sono perseguitati

Il gruppo etnico dei Rohingya, così chiamato perché parla il rohingya, viveva da secoli in Myanmar e nello stato del Rakhine in particolare. La loro condizione è sempre stata difficile. Fin dagli anni ’70, i Rohingya subiscono violenze e repressione, e vedono i loro diritti sistematicamente negati.

La scorsa estate, dopo che l’ARSA (Arakan Rohingya Salvation Army) aveva attaccato diverse stazioni di polizia, l’esercito birmano reagì con violenti rastrellamenti. Come conseguenza, centinaia di migliaia di Rohingya perseguitati dovettero lasciare il Myanmar e cercare rifugio nel vicino Bangladesh.

La situazione

Il numero dei rifugiati Rohingya è cresciuto costantemente. All’inizio, si parlava di 450mila. A fine agosto/inizio settembre 2017, superavano i 600mila. Adesso, i Rohingya rifugiati in Bangladesh sono 700mila. Si trovano tutti all’interno di campi profughi come quello di Cox’s Bazar.

In questi campi, manca tutto, dall’acqua al cibo passando per i più elementari servizi igienici, per non parlare delle medicine. La maggior parte dei rifugiati è composta da donne e bambini. Molte donne e giovanissime ragazze hanno subito violenza durante la fuga.

La storia

La ragazza che puoi vedere nella foto si chiama Taslima e ha appena dieci anni. Durante le violenze nello stato del Rakhine, ha visto suo padre venire ucciso da un colpo di arma da fuoco. Ha camminato a piedi scalzi per cinque giorni prima di arrivare nel campo profughi di Cox’s Bazar.

Il tuo e il nostro aiuto

Dobbiamo e vogliamo aiutare il popolo Rohingya. Le 700mila persone di cui parlavamo vivono in condizioni disumane e vedono i loro diritti fondamentali sistematicamente negati. Possiamo farcela a ridare loro una vita dignitosa ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche del tuo.

 

Fonte immagine: Noor Alam/ActionAid.org.uk
Dati e storia: ActionAid.org.uk