siccità significato

Siccus, in latino, significa “secco”. È da qui che deriva siccità. Che indica, in generale, una prolungata mancanza d’acqua dovuta, di solito, a scarsità di precipitazioni atmosferiche. Una condizione che ha diverse conseguenze, tutte gravissime. Ma se vuoi sapere davvero qual è il vero significato di questa parola, te lo possono raccontare cinque storie vere.

Cinque storie di chi la siccità l’ha vissuta davvero.

1. Shinda (Kenya)

Shinda è una giovane madre di tre figli. Riusciva a dar loro da mangiare grazie a quanto ricavava dall’allevamento delle sue 150 capre. Quando il Kenya fu colpito dalla spaventosa siccità, Shinda perse tutte le sue capre. E si ridusse come una mendicante, incapace di sfamare i suoi bambini, ed era questa la cosa che le faceva più male.

2. Abelmanto (Brasile)

Abelmanto vive a Bahia, in Brasile, con sua moglie Jacira e la loro figlioletta Maria Clara. Ama molto il suo Paese e abbandonarlo non è una cosa che vorrebbe fare. Ma per due anni la siccità era stata terribile. I campi non producevano abbastanza da sfamare tutti. A un certo punto, Abelmanto sarebbe stato costretto a scegliere tra la sua terra e la sua famiglia.

3. Wubalech (Etiopia)

Wubalech vive nel distretto di Janamora, uno dei più poveri dell’Etiopia. L’Etiopia è anche uno dei Paesi maggiormente colpiti dal Niño. In questo Paese, milioni di persone non avevano abbastanza cibo, e milioni di bambini erano a rischio fame. A causa della siccità, molte delle famiglie del distretto hanno visto i loro raccolti completamente distrutti.

4. Dieynaba (Senegal)

Dieynaba non poteva sfamare i suoi bambini. Non poteva farlo a causa della siccità, il grande nemico della regione di Kédougou. Dieynaba riusciva a garantire soltanto un pasto al giorno ai suoi figli. Il raccolto era stato scarso, insufficiente per sfamare tutti. La donna stava pensando di cominciare a elemosinare pur di procurare da mangiare ai suoi piccoli.

5. Ayelech (Etiopia)

Ayelech è analfabeta. Ha cinquant’anni, sette figli e vive in Etiopia. Il momento più brutto della sua vita fu quando dovette mandare i suoi figli a lavorare lontano. Perché nel suo villaggio, anche a causa della grave siccità, i raccolti non producevano abbastanza cibo da sfamare tutti.

 

Fonte immagine: Ashley Hamer/ActionAid