04 Febbraio 2016

siamo quello che mangiamo

Il cibo è cultura, come molte volte ti sarà capitato di sentire. E un’altra famosa frase recita: siamo quello che mangiamo. Questa sorta di massima di vita vale per tutti. Anche per chi è nato e vive nei Paesi poveri.

 

Feuerbach

Filosofo tedesco, tra i più importanti di tutta la storia della filosofia, Ludwig Feuerbach pubblicò nel 1862 uno scritto dal titolo Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia. Il pensiero (o, per meglio dire, uno dei pensieri) che il filosofo esprime in questo scritto può essere riassunto in due punti molto semplici:

  • esiste uno stretto legame tra la psiche e il corpo
  • per pensare meglio, bisogna anche mangiare meglio

Questo, in sintesi, è il significato della frase “siamo ciò che mangiamo”.

 

Cosa si mangia nei Paesi poveri

Come già detto, il cibo è cultura. È come se nell’alimentazione si concentrassero la storia e le usanze di un intero popolo che ha saputo prendere il cibo offerto da un determinato territorio e adattarlo alle proprie esigenze. Trasformandolo, appunto, in cultura.

In alcuni casi, il cibo diventa un vero e proprio rituale. Specialmente in concomitanza delle ricorrenze e delle feste più importanti dell’anno.

 

La fame

Quindi, per stare meglio bisogna mangiare meglio. A causa di un’alimentazione insufficiente, una persona non ha abbastanza forze per lavorare o per pensare. A causa di un’alimentazione insufficiente, l’organismo umano è molto più vulnerabile alle malattie.

È questa la situazione nei Paesi del mondo che soffrono la fame. Namibia, Zambia, Repubblica Centrafricana e Repubblica Popolare Democratica di Corea sono i Paesi dove si registra la percentuale più alta di persone denutrite. E la fame non risparmia nemmeno i bambini.

 

Se siamo quello che mangiamo…

…allora mangiare è un diritto che spetta a tutti. Anche a chi vive nei Paesi più poveri del mondo. Però questi Paesi hanno bisogno di aiuto. Un aiuto che, grazie all’adozione a distanza, puoi dare tu stesso.