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Come si può raccontare la povertà nel mondo? Si potrebbero riportare i dati (cosa che del resto faremo più avanti). Invece abbiamo deciso di ricorrere a un altro modo. E ci siamo fatti dare una mano da Gud, che ha disegnato quattro vignette partendo da quattro grandi diritti negati a chi vive nei Paesi più poveri del mondo: acqua, cibo, istruzione, salute.



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Accesso all’acqua

In tutto il mondo, quasi un miliardo di persone non ha accesso a una fonte d’acqua potabile sicura. Ma la situazione generale è molto più grave: ci sono circa 3,5 miliardi di persone che non vedono il proprio diritto all’acqua pienamente rispettato1.

Più nello specifico, le persone costrette a procurarsi l’acqua da fonti non sicure sono 748 milioni. Di queste, circa 173 milioni, ancora oggi, si procurano l’acqua direttamente da fiumi, ruscelli o stagni. Una delle zone più colpite dal problema è l’Africa Subsahariana: qui, il 36% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile2. Dal momento che le fonti di acqua sono spesso inquinate, è necessario percorrere diversi chilometri per poter raggiungere una fonte di acqua potabile. A volte sono proprio i bambini a essere incaricati di questo compito e ciò impedisce loro di frequentare la scuola.

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Accesso al cibo

In tutto il mondo, ci sono 795 milioni di persone che soffrono la fame. La maggior parte di loro vive nei Paesi in via di sviluppo, dove il 12,9% della popolazione è composto da persone denutrite. I due terzi della popolazione mondiale che soffre la fame si trovano in Asia. Mentre una persona su quattro nell’Africa subsahariana è denutrita3.

A pagare il prezzo più alto, come succede spesso nei Paesi più poveri del mondo, sono i bambini. Ogni anno, la metà dei decessi di bambini al di sotto dei cinque anni di età, il 45% per la precisione, avviene a causa della scarsa alimentazione. Stiamo parlando di circa 3,1 milioni di bambini4.

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Accesso all’istruzione

Si stima che, in tutto il mondo, ci siano quasi 757 milioni di adulti e 115 milioni di giovani che non sanno né leggere né scrivere: sono, in sostanza, quasi novecento milioni di analfabeti. Più del 60% del totale è rappresentato da donne.

Anche da questo punto di vista, è l’Africa subsahariana la zona del mondo dove il problema si manifesta nella sua forma più grave: basti pensare che 33 milioni di bambini in età da istruzione primaria non vanno a scuola; il 56% di questi è costituito da donne5 poiché spesso i genitori con più figli preferiscono mandare a scuola i maschi.

Le bambine si ritrovano così costrette a dedicare il loro tempo a lavori domestici o, nel peggiore dei casi, ai matrimoni forzati per non essere un peso economico per la famiglia. Si pensi che ogni giorno, 20.000 ragazze sotto i 18 anni diventano madri nei Paesi dei sud del mondo6.

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Accesso alla salute

Nel 2015, circa 2,7 milioni di bambini sono deceduti nei primi 28 giorni di vita (si parla di morte neonatale). A livello globale, rappresentano il 45% dei decessi di bambini entro il quinto anno di vita. La stragrande maggioranza di questi è facilmente prevenibile fornendo strutture sanitarie e personale qualificato.

Si stima che, in totale, nel 2015 siano morti 5,9 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni di età. La maggior parte di tali decessi avviene nei Paesi del sud del mondo. Le cause sono varie ma tutte riconducibili alla povertà estrema: infezioni, malnutrizione e mancanza di strutture sanitarie adeguate dove partorire7. Si pensi che una malattia banale come il morbillo ha ucciso circa 115 mila bambini solo nel 2014, sebbene esista un vaccino che costa solo 2 dollari8.

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Per queste quattro vignette, Gud ci ha messo il talento. Noi ogni giorno ci mettiamo tutto il nostro impegno per combattere le cause della povertà e della fame del mondo. E anche tu puoi dare il tuo contributo grazie all’adozione a distanza.

 

1. “Acqua ed Energia” (edizione 2014 del Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche mondiali)
2. Nazioni Unite, The Millennium Development Goals Report 2014, (p. 44)
3. FAO, The State of Food Insecurity in the World 2015
4. The Lancet, Series on Maternal and Child Nutrition (2013)
5. Nazioni Unite, The Millennium Development Goals Report 2014 (pp. 17-18)
6. WHO, Health in 2015: from MDGs to SDGs, Chapter 4 (pp. 84-86)
7. WHO, http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs286/en/ (ultimo accesso: 01/03/2016)
8. WHO, http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs286/en/ (ultimo accesso: 01/03/2016)