paesi ricchi e paesi poveri

Vivere con un dollaro al giorno. Per chi è nato in uno dei paesi ricchi del mondo sembra impossibile. Invece questa è la realtà di tutti i giorni per chi è nato in uno dei tanti paesi poveri. Una profonda disuguaglianza che si traduce in fame, povertà estrema, diritti negati.

 

Meno di 1,90 dollari al giorno

Nei Paesi del Sud del mondo, i più poveri in assoluto, circa una persona su cinque, il 20% della popolazione, vive con meno di 1,90 dollari al giorno. L’Africa subsahariana è la zona del mondo maggiormente colpita dalla piaga della povertà estrema: in questi Paesi, la percentuale di persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno è del 48% circa.

 

Fame, nutrizione, casa:

  • Nel mondo, circa un miliardo di persone vive in condizioni di povertà estrema:
  • Nel mondo, un bambino su sette di età inferiore ai cinque anni ha un peso inadeguato per la sua età;
  • Nel 2013, ogni giorno, 32mila persone hanno abbandonato la propria abitazione in cerca di protezione da guerre e conflitti.

 

Dove persiste la povertà estrema

La maggior parte delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema si concentrano in due grandi zone, l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale. Più nello specifico, i Paesi dove nel 2010 si è registrata la maggiore percentuale di povertà estrema sono tre:

  • Nel mondo ci sono 1,2 miliardi di persone che vivono in condizioni di povertà estrema: il 32,9% di questi si trova nella sola India;
  • In Cina, a dispetto dello sviluppo economico e della riduzione della povertà, vive il 12,8% di coloro chi si trovano in condizioni di povertà estrema;
  • Il terzo Paese maggiormente colpito dalla povertà estrema è la Nigeria, con l’8,9%.

 

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

Uno degli Obiettivi del Millennio è quello di dimezzare entro il 2015 il numero di persone che nel mondo vivono in condizioni di povertà estrema, riducendo così il divario tra paesi ricchi e paesi poveri nel mondo.

In alcune aree del mondo questo obiettivo è stato raggiunto. Ma in altre, come l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale, c’è ancora molto da fare. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.

 

Dati: United Nations (i dati sono relativi al 2012)