Paesi dove le donne non hanno diritti

Più avanti, parleremo di tre Paesi in particolare. Che, in un certo senso, sono i più emblematici. Ci piacerebbe poter dire che questi tre siano gli unici Paesi dove alle donne non vengono riconosciuti i loro diritti. Ma sappiamo che, purtroppo, non è così.

La situazione è grave…

Parlare di discriminazione delle donne significa fare riferimento a diversi problemi. Ad esempio, benché le donne lavorino per i due terzi del totale delle ore lavorative mondiali, a loro spetta solo il dieci per cento del reddito mondiale.

Per non parlare della violenza che subiscono. Secondo le stime, circa il 35 per cento delle donne a livello globale ha subito violenza almeno una volta nella vita. Inoltre, il sessanta per cento di tutti gli analfabeti del mondo è costituito da donne, ragazze e bambine.

…come dimostrano questi 3 Paesi…

  • India. Molte ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni sono sposate, divorziate o vedove. Nel 2012, ci sono stati quasi 25mila stupri dichiarati. Nel solo 2008, si stima che circa 250mila bambine siano scomparse al momento del parto.
  • Somaliland. Si trova nel cosiddetto Corno d’Africa ed è uno dei Paesi dove la pratica delle mutilazioni genitali femminili è più diffusa: si stima che questo orrore sia stato subito dal 98 per cento delle donne e delle ragazze.
  • Afghanistan. In questo Paese, tra il sessanta e l’ottanta per cento dei matrimoni sono forzati. I casi di violenza, soprattutto sessuale, sono all’ordine del giorno. E il 13 per cento delle donne afghane non sa né leggere né scrivere.

…ma noi possiamo fare tanto

Difendere i diritti delle donne è una delle nostre priorità. Possiamo riuscirci. Come? Accogliendo e proteggendo le donne vittime di violenza, mettendo in atto campagne d’informazione sull’importanza dell’istruzione, parlando con le comunità e le istituzioni per sradicare pratiche culturalmente accettate come le FGM, realizzando corsi di formazione che permettano alle donne di lavorare e diventare autonome.

E per riuscire a fare tutto questo, c’è bisogno del contributo di tutti.