obiettivo Fame Zero

Fine anno, di solito, è tempo di bilanci. Di valutazioni su ciò che è stato fatto e su ciò che c’è ancora da fare. Un discorso simile vale anche per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. E con uno in particolare, ovvero l’obiettivo Fame Zero. A che punto siamo?

Di cosa si tratta

In un certo senso, si potrebbe dire che quest’obiettivo è composto a sua volta da altri cinque obiettivi, assolutamente importanti e prioritari:

  1. Portare a zero il numero di bambini (fino a due anni d’età) che soffrono di deficit di sviluppo;
  2. Fare in modo che tutte le persone abbiano accesso al cibo;
  3. Implementare solo sistemi alimentari che siano sostenibili;
  4. Incrementare la produttività e il reddito dei piccoli contadini;
  5. Portare a zero la quantità di cibo sprecato.

Il tutto può essere riassunto in un concetto abbastanza semplice: al mondo, più nessuno deve soffrire la fame né patirne le conseguenze.

La situazione…

…ci dice che, in realtà, da fare c’è ancora tanto. Ogni giorno, uomini e donne in tutto il mondo, letteralmente, lottano per procurare almeno un pasto nutriente ai loro figli. Ci sono 815 milioni di persone che vanno a letto a stomaco vuoto. Sul totale della popolazione mondiale, una persona su tre soffre di una qualche forma di malnutrizione.

E tutto ciò avviene in un mondo dove si produce abbastanza cibo per sfamare tutti: è questo il paradosso più grave. Ma questo indizio ci fa anche capire che è possibile fare qualcosa per raggiungere l’obiettivo Fame Zero.

Le soluzioni…

…infatti, esistono. Basterebbe fare in modo che, nei Paesi dove si soffre la fame, la popolazione potesse essere in grado di produrre autonomamente il cibo di cui ha bisogno. Un traguardo che è possibile raggiungere grazie all’aiuto di tutti e al contributo dell’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: ActionAid.org.uk
Dati: Wfp