
L’Obiettivo 11, “Città e comunità sostenibili”, fa parte dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati nel 2015 da tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite: la cosiddetta Agenda 2030 che fissa per quell’anno l’ottenimento di un mondo più equo economicamente e socialmente.
L’Obiettivo 11 mira a costruire insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili, concentrando l’attenzione sulle aree urbane: contesti che concentrano demografia e progresso, ma che al contempo generano forti pressioni su territorio, qualità dell’aria, trasporti e settore abitativo.
Le città sono da sempre il cuore pulsante dello sviluppo economico, sociale e culturale: luoghi in cui si concentrano idee, lavoro, innovazione e opportunità di riscatto. Allo stesso tempo, però, rappresentano il contesto in cui le disparità globali si manifestano nella loro forma più acuta. Oggi oltre la metà dell'umanità vive in contesti urbani e, secondo le stime internazionali, entro il 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale risiederà in aree metropolitane.
Quando l'urbanizzazione cresce senza una pianificazione orientata ai diritti umani e alla giustizia sociale, i centri urbani rischiano di trasformarsi in moltiplicatori di vulnerabilità: quartieri sovraffollati, assenza di servizi essenziali, mobilità inefficiente e forte esposizione ai disastri climatici.
L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite risponde all’urgenza di ripensare il modello di convivenza comune: non si tratta solo di realizzare edifici moderni, ma di garantire a tutte e tutti il diritto di vivere in comunità dignitose, eque, sicure e a misura di persona.
Che cos’è l’Obiettivo 11 e perché riguarda il futuro di tutti
L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 si propone di "Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili". La sostenibilità globale si decide in larga misura all’interno dei perimetri urbani.
Le città occupano appena il 3% della superficie terrestre, eppure:
- Assorbono tra il 60% e l'80% del consumo energetico globale;
- Generano circa il 70% delle emissioni mondiali di gas serra;
- Producono la quota più rilevante di rifiuti solidi del pianeta.
Costruire comunità sostenibili significa superare la frattura tra chi gode dei vantaggi della modernità e chi ne subisce i costi ambientali e sociali. Una città sostenibile è uno spazio in cui l'accesso a un'abitazione decorosa, alla mobilità, agli spazi verdi, all'istruzione e alla salute è un diritto effettivo per tutti, non un privilegio per pochi.
Le sfide dell’urbanizzazione nel mondo: tra divari e marginalità
I dati mettono in luce le sfide che le città affrontano quotidianamente:
- Oltre 1 miliardo di persone vive in insediamenti informali, baraccopoli o favelas caratterizzate da sovraffollamento e privazione di servizi primari come fognature, acqua potabile ed elettricità.
- Il 99% della popolazione urbana globale respira aria che non rispetta i livelli di qualità indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con un impatto diretto sulla salute respiratoria e cardiovascolare, in particolare tra i bambini.
- Meno del 50% dei residenti urbani ha un accesso agevole al trasporto pubblico, elemento che isola le periferie e penalizza chi deve raggiungere scuole, mercati o presidi sanitari.
- Spazi pubblici e aree verdi scarseggiano, riducendo la socialità protetta e peggiorando gli effetti del cambiamento climatico, come le isole di calore estreme.
I traguardi dell’Obiettivo 11 entro il 2030
L’Agenda 2030 definisce specifici traguardi operativi per guidare governi, istituzioni e società civile:
- Alloggi e servizi primari per tutti (11.1): garantire abitazioni sicure, adeguate ed economicamente accessibili, risanando i quartieri degradati e gli slum.
- Mobilità accessibile e sicura (11.2): potenziare il trasporto pubblico e la sicurezza stradale, con particolare attenzione a donne, minori, disabili e anziani.
- Pianificazione urbana partecipata (11.3): promuovere una gestione urbanistica democratica, trasparente e capace di coinvolgere gli abitanti nelle scelte di sviluppo locale.
- Tutela del patrimonio naturale e culturale (11.4): proteggere e valorizzare i beni storici, ambientali e comuni delle comunità.
- Resilienza alle catastrofi e al clima (11.5): proteggere vite e mezzi di sussistenza dagli eventi meteo estremi, riducendo l'impatto socio-economico sulle fasce vulnerabili.
- Riduzione dell’impatto ambientale (11.6): migliorare la gestione dei rifiuti e la qualità dell'aria.
- Spazi verdi e pubblici condivisi (11.7): assicurare parchi e aree pubbliche inclusive, sicure e prive di barriere.
Chi vive la fragilità urbana: periferie, donne e giovani generazioni
Le ingiustizie nello spazio urbano colpiscono in modo sproporzionato determinati gruppi della popolazione. Nelle megalopoli del Sud del mondo – dall'America Latina all'Asia, fino all'Africa Subsahariana, la segregazione spaziale segna il destino di milioni di famiglie.
Le donne e le bambine affrontano difficoltà specifiche: strade prive di illuminazione, servizi igienici inesistenti o lontani dalle abitazioni e trasporti non protetti aumentano il rischio di violenza di genere ed espongono a gravi pericoli quotidiani.
Nelle aree prive di servizi idrici, inoltre, il compito di procurare l'acqua per l'uso domestico ricade quasi sempre sulle ragazze, togliendo tempo allo studio e alla socialità.
Nelle periferie dei grandi contesti urbani, anche nei Paesi europei e in Italia, la mancanza di spazi ricreativi, biblioteche e luoghi di aggregazione alimenta fenomeni di povertà educativa e dispersione scolastica tra i più giovani.
Il contributo di ActionAid per comunità più inclusive ed eque
ActionAid è attiva in oltre 40 Paesi lavorando a fianco di circa 800 comunità locali per contrastare le disuguaglianze e promuovere diritti fondamentali:
- Diritto alla casa e riqualificazione partecipata: in Paesi come il Brasile, nelle periferie e nelle favelas urbane, ActionAid opera a fianco delle famiglie per rivendicare l'accesso a servizi primari, fognature sicure, legalità dei diritti abitativi e scuole per i minori.
- Città e comunità sicure per le donne: in contesti densamente popolati come in Bangladesh e in India, promuoviamo progetti contro le molestie nello spazio pubblico e nei trasporti, istituendo spazi protetti, punti d'ascolto e comitati cittadini femminili.
- Contrasto alla povertà educativa e rigenerazione delle periferie: in Italia, ActionAid interviene nei quartieri più complessi di diverse città (come Milano, Napoli, Roma e Palermo) supportando le comunità scolastiche, riqualificando spazi aperti e contrastando la dispersione attraverso la partecipazione civica di ragazzi e genitori.
- Resilienza comunitaria ai cambiamenti climatici: in aree urbane e semi-urbane esposte a fenomeni climatici critici e inondazioni ricorrenti (ad esempio in Mozambico e Kenya), formiamo comitati locali di emergenza e sviluppiamo infrastrutture resilienti in grado di salvaguardare le famiglie più a rischio a causa della crisi climatica.
Come sostenere le comunità: donazioni e adozione a distanza
Il cambiamento sociale richiede continuità e radicamento. Attraverso ActionAid, cittadini e cittadine possono intervenire direttamente a favore di contesti e comunità vulnerabili:
- L’adozione a distanza: con meno di 1 euro al giorno (25 euro al mese) garantisci a un bambino e a tutta la sua comunità l’accesso a cibo, acqua potabile, cure mediche e istruzione di qualità all’interno di un contesto protetto. Il sostegno non è un mero aiuto assistenziale: l'80% dei fondi viene investito direttamente sul campo in progetti a lungo termine che rafforzano l'autonomia economica e sociale dell'intero villaggio o quartiere.
- Donazioni regolari o una tantum: permettono di supportare interventi d'emergenza in caso di alluvioni o shock climatici, allestire presidi di protezione per le donne vittime di violenza e finanziare percorsi di empowerment giovanile.
FAQ – Domande frequenti sull’Obiettivo 11
Il Goal 11 punta a rendere città e insediamenti umani luoghi inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili, riducendo le spaccature socio-economiche, migliorando la qualità dell’aria e garantendo servizi fondamentali a tutta la popolazione.
Il modello di adozione a distanza di ActionAid lavora sullo sviluppo collettivo: i fondi raccolti non vengono consegnati in denaro alla singola famiglia, ma finanziano infrastrutture scolastiche, pozzi idrici, centri sanitari e programmi di protezione che migliorano la vita di tutti i bambini del territorio.
Una città è sostenibile solo se sicura e accessibile per le donne. Quartieri illuminati, trasporti pubblici efficienti e servizi igienici sicuri riducono il rischio di violenze e permettono alle bambine e alle donne di frequentare la scuola o lavorare senza timori.
ActionAid supporta comunità che vivono in contesti difficili: dalle favelas in Brasile alle baraccopoli esposte a monsoni in Bangladesh, fino alle periferie di diverse città italiane, realizzando progetti di riscatto educativo, inclusione sociale e giustizia climatica.