Mortalità infantile nel mondo

Ridurre di due terzi il tasso di mortalità infantile nel mondo. Tutto questo entro il 2015. È uno dei più importanti Obiettivi di sviluppo del Millennio. La situazione è come una medaglia a due facce. Con una sola certezza: da fare c’è ancora tanto.

 

Progressi sostanziali

Nella lotta alla mortalità infantile nel mondo sono stati fatti negli anni dei progressi significativi:

  • Dal 1990 al 2012, il tasso di mortalità infantile si è quasi dimezzato, e in questo periodo di tempo il numero di bambini deceduti si è ridotto di circa sei milioni;
  • Dal 2005 al 2012, il tasso di riduzione della mortalità infantile è stato di tre volte più veloce rispetto al periodo compreso tra il 1990 e il 1995;
  • La sola immunizzazione contro il morbillo ha aiutato a prevenire circa 14 milioni di decessi tra il 2000 e il 2012.

 

Ma la situazione resta grave

A dispetto di questi progressi, la situazione nel mondo per quanto riguarda la mortalità infantile resta grave. Anche se l’obiettivo è vicino, entro il 2015 il tasso di mortalità non sarà ridotto di due terzi rispetto al 1990, come previsto dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio.

Molti Paesi singolarmente presi sono riusciti a ridurre della metà il tasso di mortalità infantile. In altri Paesi del Sud del mondo invece l’obiettivo è ancora lontano. Specialmente nell’Africa subsahariana e in Oceania. Al corrente tasso di riduzione della mortalità infantile, in questi Paesi l’obiettivo sarà raggiunto non prima del 2028.

 

Cosa possiamo fare

Il ritardo nel raggiungimento di questo obiettivo del Millennio si traduce in ulteriori vite di bambini di età inferiore ai cinque anni. Una situazione non solo grave ma intollerabile.

Eppure si può fare tanto per ridurre la mortalità infantile nel mondo. Bisogna garantire cibo, diritti e strutture sanitarie adeguate anche ai Paesi più poveri del mondo. E grazie all’adozione a distanza chiunque può dare il proprio contributo per questa giusta causa.

 

Dati: United Nations