30 Giugno 2016

matrimoni precoci nel mondo

Come immagini la vita di una bambina? La scuola, i libri, le amiche, il gioco. Invece, in molte zone del mondo le bambine sono costrette a contrarre matrimoni precoci. Qualcosa che le segnerà per il resto delle loro vite.

Il dato

Negli ultimi anni, ci sono stati dei significativi progressi. Ma resta comunque tanto da fare. Nel mondo, ci sono circa un miliardo e cento milioni di giovani ragazze. Ventidue milioni hanno già contratto matrimonio. Centinaia di milioni sono a rischio. Questo rischio potrà solo aumentare man mano che aumenta anche la popolazione mondiale.

La violenza

Le cause della violenza sulle donne sono diverse: basso livello di istruzione, aver subito violenza in giovane età, abuso di alcol o di sostanze stupefacenti, accettare la violenza come un fatto culturale, le disparità di genere.

Nei Paesi dove i matrimoni forzati sono considerati una pratica accettabile, le giovani spose sono maggiormente soggette a subire violenza. Che può essere fisica, sessuale o psicologica.

Una storia

L’Afghanistan è uno dei Paesi dove il problema dei matrimoni precoci si manifesta nella sua forma più grave. Secondo i dati di Global Rights, l’87,2% delle donne afghane ha subito uno di questi soprusi almeno una volta nella vita: violenza fisica, sessuale, psicologica, matrimonio forzato.

Proprio come Fatima. Fu costretta a sposarsi a 13 anni. Ha subito qualunque forma di violenza da parte del marito per 15 lunghissimi anni. Ha provato a scappare ma è stata ripresa dall’uomo, che l’ha quasi uccisa di percosse. Poi Fatima ha trovato il coraggio di rivolgersi a una “safe house”.

Cosa possiamo fare

Esattamente come la violenza sulle donne, anche i matrimoni precoci nel mondo si combattono su più livelli: istituzionale, culturale, sanitario. C’è bisogno di incoraggiare le donne a denunciare, di creare centri dove le donne possono avere aiuto, di parlare con le istituzioni per mettere in atto iniziative che sradichino questa pratica.

Per fare tutto questo, occorre anche l’aiuto dell’adozione a distanza.

 

Dati: WHO, Health in 2015: from MDGs to SDGs (chapter 4)