matrimoni precoci cause

A livello globale, ormai tutti gli Stati del mondo si sono dotati di leggi atte a combattere la pratica dei matrimoni precoci. Però tra la teoria e la pratica c’è un abisso, e le leggi non bastano ad arginare il fenomeno. Le cause dei matrimoni precoci variano da Paese a Paese. Ma nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale, le due grandi zone del pianeta dove questo problema è ancora presente, i fattori che le determinano sono essenzialmente tre.

  1. Disparità di genere. In particolare nelle due grandi aree del mondo che abbiamo prima indicato, le società sono fortemente patriarcali. Quindi, gli uomini si aspettano che le donne diventino soltanto mogli e madri, e per tale motivo a loro viene spesso negata l’opportunità di studiare e/o di lavorare. Si pensa che le giovani spose siano molto più “disposte” all’obbedienza. Inoltre, data la giovane età, ci sono maggiori probabilità che la ragazza in questione sia vergine.
  2. Mutilazioni genitali femminili. I matrimoni precoci sono legati a questa pratica. In molte comunità, specialmente nell’Africa subsahariana, le FGM sono considerate essenziali per poter contrarre in matrimonio. Chi si rifiuta di sottoporsi a esse o di praticarle viene subito isolato e stigmatizzato dall’intera comunità. Proprio la paura di essere isolati fa in modo che le mutilazioni genitali femminili continuino a essere praticate ancora oggi.
  3. Povertà. Aleggia, sempre, su tutto: lo spettro della povertà. Che in Asia meridionale e in Africa subsahariana diventa spaventosamente concreto. La povertà è la causa principale dei matrimoni precoci: una giovane ragazza sposata è una bocca in meno da sfamare. Basti pensare che le bambine nate nelle famiglie più povere hanno il doppio delle probabilità di sposarsi prima di aver raggiunto la maggiore età.

Dall’analisi di queste tre grandi cause, emerge un elemento comune: i matrimoni precoci sono essenzialmente un fatto culturale, e come tale va affrontato e risolto. E anche tu puoi dare una mano per riuscirci. Come? Grazie all’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: Jennifer Huxta/ActionAid.org.uk