mal d’Africa

Per capire davvero di cosa stiamo parlando quando ci riferiamo al mal d’Africa, potresti soffermati sugli sguardi di questi bambini. Che non hanno niente, eppure trovano la forza di sorridere. È sempre così che comincia quella sensazione, una sensazione che poi non se ne andrà più via.

Cosa significa

È difficile capire cos’è il mal d’Africa senza essere mai stati in questo continente. Arriva durante l’ultimo giorno, quando stai salutando le persone che hai conosciuto, quanto sei già con un piede sul predellino della jeep che ti porterà all’aeroporto.

È proprio in quel momento che ti colpisce una sorta di nostalgia. Di quei luoghi, di quelle persone. E dello sguardo felice disegnato negli occhi dei bambini. Non te ne sei ancora andato, la jeep non è stata nemmeno messa in moto e già avresti voglia di tornarci. O forse di non andartene più.

Ecco, questo è il mal d’Africa.

Le esperienze

Non si tratta soltanto di un modo di dire. Il mal d’Africa esiste davvero e c’è chi è pronto a giurarlo perché lo ha vissuto sulla propria pelle. Persone come Sandro, Maria Giulia, Savino, Elisabetta. Sono uomini e donne, di qualsiasi età e condizione sociale o economica. Tutti hanno condiviso il mal d’Africa e ne sono stati felici. Al ritorno dal loro viaggio, hanno scoperto che quella sensazione li aveva resi amici.

In senso traslato

L’Africa è uno dei continenti maggiormente colpiti dall’AIDS. Nel 2014, il 70% delle persone infette da HIV viveva nell’Africa subsahariana. In valori assoluti, quasi 26 milioni di persone affette da HIV/AIDS vivono nell’Africa subsahariana. In senso traslato, e fin troppo spesso, mal d’Africa si riferisce anche a questo.

La “cura”

Il mal d’Africa ha una sola “cura”: tornare in questo continente ancora una volta, nei suoi paesaggi sterminati, tra la sua gente semplice, tra i suoi bambini capaci di accoglierti con un sorriso senza un motivo apparente.

Invece, i mali dell’Africa sono tutta un’altra storia. Si chiamano fame, mancanza di acqua potabile, diritto all’istruzione negato, AIDS. Per questi mali, c’è qualcosa che possiamo fare.

 

Dati sull’AIDS: WHO