29 Novembre 2023

lavoro-minorile-miniere

Essere bambini è un lusso per tanti minori che vivono nei Paesi meno sviluppati, dove l’infanzia è negata a 1 bambino su 4. Alcuni di loro non sono mai andati a scuola e non hanno mai giocato. Questa è la piaga del lavoro minorile, degli schiavi moderni, costretti a condizioni di vita terribili.

Il lavoro minorile oggi

Nel mondo si calcola che siano 160 milioni i bambini costretti a lavorare, con orari e compiti massacranti, in condizioni difficili ed estremamente pericolose. I motivi che li portano a lavorare sono tantissimi: dagli sfruttatori alle famiglie stesse, che vivono in completa povertà, e all’oscuro delle conseguenze che questa condizione avrà sullo sviluppo fisico e psicologico dei loro piccoli. Quella, è l’unica realtà che conoscono.

La situazione è così grave da essere stata inserita al punto 8 del piano di sviluppo sostenibile dell’ONU, che si propone di eliminare il lavoro minorile e la schiavitù moderna in tutte le sue forme, da tutto il mondo, entro il 2030. Passi in avanti ne sono stati fatti, anche se non abbastanza. Nel 2000 il numero dei bambini sfruttati era di 246 milioni, contro i 160 milioni di oggi. Tante vite sono state salvate, ma tante altre hanno bisogno di aiuto.

Il lavoro minorile è presente soprattutto in Asia, nelle regioni del Pacifico e in Africa, dove lavora un bambino su cinque. Ci sono bambini nelle miniere, nei campi, nei negozi, dove trasporta pacchi più grandi di loro. Gli schiavi veri e propri, che sono minacciati di morte se rifiutano il lavoro, sono 10 milioni: sono bambini sfruttati per guadagnare soldi che non vedranno mai, alcuni torturati, incatenati alle macchine da lavoro o picchiati se rifiutano di scendere in miniera.

Lavorare per pochi centesimi al giorno

Sotto il riflettore dell’opinione pubblica sono finiti alcuni casi importanti. I bambini nel Nord Est dell’India, per esempio, che lavorano all’estrazione della mica, il minerale che dà agli ombretti la loro texture brillante. Sono bambini anche al di sotto dei 12 anni, che scendono nelle miniere e respirano polveri dannose tutto il giorno. Un chilo di mica gli vale 62 centesimi, e viene venduto all’estero anche per 1000 dollari.

In Costa d’Avorio e Ghana, 2,1 milioni di bambini raccolgono semi di cacao per 78 centesimi di dollaro al giorno.

In Burkina Faso invece, i bambini dagli 8 ai 18 anni che lavorano nelle miniere d’oro rappresentano tra il 30 e il 50% della forza lavoro. Scendono anche a 170 metri di profondità e respirano costantemente sostanze dannose come cianuro, mercurio ed esplosivi. Resistono abusando di alcol, cannabis, e anfetamine, un’iniezione di coraggio per affrontare una vita assolutamente ingiusta.

In Sierra Leone l’estrazione di diamanti è sempre stata una fonte significativa di occupazione giovanile, ma purtroppo è stata anche associata al lavoro minorile. I bambini sono coinvolti in varie attività minerarie, che includono il trasporto di sacchi pieni di ghiaia sulla testa e il lavaggio e la setacciatura della ghiaia per trovare i diamanti. Tali attività sono classificate come le peggiori forme di lavoro minorile secondo la definizione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Ultimo, ma purtroppo non ultimo, il Congo, dove il lavoro minorile nelle miniere di cobalto interessa 40 mila bambini che scavano a mani nude, anche 24 ore al giorno. Il cobalto serve per costruire le batterie di smartphone, tablet, e dispositivi elettronici e si trova all’interno di miniere costruite artigianalmente che rischiano costantemente di crollare. Tutto per 1 euro al giorno, che basta per una manciata di riso e qualche verdura da portare alla famiglia.

ActionAid garantisce a tantissimi bambini l’accesso ai loro diritti fondamentali come salute, cibo, acqua e istruzione. In altre parole, l’adozione a distanza garantisce il loro diritto a vivere l’infanzia che meritano.