Giornata Mondiale dell'Aiuto Umanitario 2020 - ActionAid

La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario 2020, ricordata come di consueto il 19 agosto, è il momento in cui vengono commemorate tutte le persone e le organizzazioni che lavorano ogni giorno, a volte anche a rischio della propria vita, per aiutare in tutto il mondo milioni di persone che si trovano in situazioni di emergenza. La ricorrenza del 2020 è particolarmente significativa, perché è l’anno in cui tutto il mondo si è unito in un’unica entità contro la minaccia comune del Coronavirus.

Giornata mondiale dell’aiuto umanitario: perché si festeggia?

Il 19 agosto del 2003 venne bombardato il Canal Hotel di Baghdad, l’allora quartier generale dell’Onu in Iraq. Si stava tenendo l’incontro dell’UNAMI, la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite, e quel giorno morirono 22 operatori, tra cui il rappresentante speciale dell’ONU in Iraq Sergio Vieira de Mello.

Riconoscere il lavoro degli operatori umanitari vuol dire ricordare tutte quelle persone che scelgono di mettere in pericolo la propria vita pur di rispondere ai bisogni dei meno fortunati e garantirne la sopravvivenza. Sono i nostri supereroi moderni, volontari che rispondono per primi in caso di disastro, epidemie e conflitti, mettendo in prima linea loro stessi.

L’aiuto umanitario nel 2020: contro il Coronavirus

Mai come ora capiamo la profondità di quest’impegno. In Italia sono, a oggi, 176 i medici e 40 gli infermieri che non ci sono più a causa della battaglia avvenuta nelle corsie degli ospedali e nelle case di cura contro il Coronavirus. Il 2020 ha mostrato a tutti i popoli del mondo, non solo i meno fortunati, che il bene della comunità in momenti difficili dipende dalla volontà delle persone che la compongono di sacrificarsi per tutti e dalla capacità di raggiungere nel minor tempo possibile chi si trova in difficoltà.

La situazione è stata ancora più critica nei luoghi in cui infrastrutture, mezzi e welfare sono già in ginocchio. ActionAid Nigeria, ad esempio, ha distribuito cibo alle comunità più escluse e abbandonate nella regione di Abuja. In questo caso, l’aiuto umanitario ha avuto il volto delle donne, che hanno guidato la distribuzione in Lagos, Kaduna e Akwa-Ibom, portando riso, fagioli, olio vegetale e sapone alle categorie più colpite. Tra queste, soprattutto i lavoratori irregolari per i quali il lockdown ha reso impossibile provvedere alla famiglia e avvicinarsi a qualche forma di sussidio statale. Il Coronavirus infatti non ha colpito solo la salute, ma anche le finanze di tantissime famiglie che erano già in difficoltà e che hanno ancora più bisogno di aiuto.

Aiuti ActionAid ad Abuja, Nigeria, per emergenza Coronavirus

Per questo è stato previsto il Global Humanitarian Response Plan al COVID-19, i cui primi tre punti prevedono: contenere la diffusione della pandemia; contrastare il deterioramento dei diritti, favorendo la coesione sociale e la qualità della vita delle comunità; proteggere, assistere e sostenere i rifugiati, cercando internamente di gestire persone migranti e comunità ospitanti particolarmente vulnerabili alla pandemia.

Esserci: dove e quando serve

È in questi contesti che organizzazioni e operatori umanitari arrivano in soccorso. La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario è per ognuno di loro. Per ringraziarli e ricordare tutto il loro lavoro che mai come nel 2020 è stato fatto a livello globale. Dal portare cibo a chi ne aveva bisogno al dare spazi sicuri alle donne e alle ragazze costrette durante il lockdown in situazioni difficili. Ma anche, contemporaneamente, combattere la battaglia contro le locuste che hanno invaso il Corno d’Africa e lo Yemen e correre a prevenire il disastro nei campi rifugiati.

Il 19 agosto serve a ricordare che parliamo di persone. Di uomini e donne, con vite e storie tutte loro, che hanno l’abilità di perseverare e lottare contro ogni avversità, con umiltà e dedizione. Ogni giorno. Anche grazie all’aiuto di chi crede nella loro missione.