epatite nel mondo

È una delle più gravi malattie della povertà. E, ogni anno, fa registrare un numero di decessi sempre troppo alto. L’epatite virale è ancora troppo diffusa nel mondo.

Cos’è l’epatite

L’epatite è un’infiammazione del fegato. La condizione può, nei casi più gravi, evolvere in fibrosi, cirrosi o cancro del fegato. Nausea, vomito, astenia e febbre sono i sintomi della fase iniziale della malattia, mentre i sintomi della fase itterica sono colorazione giallastra di pelle e sclera, e aumento delle transaminasi.

Tipi e cause

L’epatite può essere causata da cinque diversi virus. Ognuno di loro determina uno specifico tipo di epatite e si trasmette in maniera diversa:

  • Virus dell’epatite A (HAV): si trova nelle feci di persone infette e, il più delle volte, si trasmette attraverso il consumo di acqua o cibo contaminati.
  • Virus dell’epatite B (HBV): il contagio avviene tramite sangue infetto, sperma e altri fluidi corporei.
  • Virus dell’epatite C (HCV): si trasmette, principalmente, tramite sangue infetto.
  • Virus dell’epatite D (HDV): l’infezione avviene solo in coloro che sono infetti da HBV.
  • Virus dell’epatite E (HEV): si trasmette principalmente attraverso il consumo di acqua o cibo contaminati.

Diffusione

Acqua o cibo contaminato, feci, trasfusioni di sangue infetto: com’è facile intuire, queste condizioni, necessarie per la trasmissione dell’epatite virale, si verificano quasi sempre nei Paesi più poveri del mondo. Non è un caso, infatti, se il 50% dei casi di epatite virale nel mondo si riscontra in questi undici Stati:

  • Brasile;
  • Cina;
  • Egitto;
  • India;
  • Indonesia;
  • Mongolia;
  • Myanmar;
  • Nigeria;
  • Pakistan;
  • Uganda;
  • Vietnam.

Numeri e decessi

Si stima che, nel 2015, 325 milioni di persone vivevano con infezioni croniche da epatite (HBV o HCV). Sempre nel 2015, i decessi da epatite virale sono stati un milione e 340mila, più dei decessi da HIV/AIDS. Il numero dei decessi da epatite virale è in aumento.

Cosa possiamo fare

Quest’ultimo aspetto, quasi per una sorta di paradosso, è sia il più grave sia quello che rincuora un po’. Perché, per rendere l’idea, per curare il 95% delle persone affette da epatite C in tutto il mondo, sarebbero sufficienti appena due, tre mesi al massimo. Questo, però, non accade perché la maggior parte dei casi si verifica nei Paesi più poveri del mondo, dove le possibilità economiche sono davvero minime quando non del tutto inesistenti.

Possiamo contribuire noi a fornire a queste persone i medicinali e i trattamenti di cui avrebbero bisogno. E possiamo farlo soltanto grazie all’adozione a distanza.

 

Dati: Who