29 Aprile 2026 - 

Il report Copernicus Global Climate Highlights 2025 conferma quello che le comunità più vulnerabili del Sud del mondo denunciano da tempo: il clima sta cambiando a una velocità che mette a rischio i diritti umani fondamentali. I dati del 2025 non sono solo statistiche meteorologiche, ma rappresentano una minaccia diretta alla sopravvivenza di milioni di persone.

Secondo lo studio, il 2025 è stato classificato come il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale. Tuttavia, il dato più allarmante riguarda la tendenza degli ultimi tre anni.

"Il periodo 2023-2025 si distingue da tutti gli anni precedenti... evidenziando che il mondo si sta avvicinando sempre di più al limite di 1,5°C".

Secondo il report, la media delle temperature globali per il triennio 2023-2025 ha superato la soglia di 1,5°C sopra i livelli pre-industriali, attestandosi a 1,52°C.

Statistiche chiave

IndicatoreDato 2025Confronto con la media (1991-2020)
Temperatura dell'aria globale14,97°C+0,59°C (+1,47°C rispetto al periodo pre-industriale)
Temperatura delle terre emerse10,08°C+0,86°C (2° anno più caldo di sempre)
Temperatura dei mari (SST)20,73°C+0,38°C (Anno La Niña più caldo mai registrato)

Il Sud del mondo in prima linea: tra caldo estremo e alluvioni

La crisi climatica non colpisce tutti allo stesso modo. Mentre il 91% del globo ha registrato temperature sopra la media, le popolazioni dei paesi fragili subiscono gli impatti più devastanti.

  • Stress termico in Africa: In Africa centrale sono stati registrati fino a 110 giorni in più di "stress termico molto forte" (temperature percepite sopra i 38°C) rispetto alla media. In regioni come il Sahel, il caldo eccessivo distrugge i raccolti e prosciuga le fonti d'acqua.
  • Alluvioni e cicloni: Il 2025 ha visto una frequenza record di eventi estremi. Sono state registrate 103 tempeste tropicali, di cui 20 sono diventate grandi cicloni. Paesi come Madagascar, Bangladesh e Pakistan sono stati colpiti da inondazioni devastanti che hanno spazzato via intere comunità.
  • Scioglimento dei ghiacciai e acqua: Le alluvioni di origine glaciale in Nepal e Afghanistan hanno compromesso l'accesso all'acqua potabile per migliaia di persone, esacerbando la povertà e i rischi per la salute.

Agenda 2030: una corsa contro il tempo (e contro il termometro)

L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta la nostra "tabella di marcia" verso un mondo più equo. Tuttavia, i dati del report Copernicus 2025 rivelano che la crisi climatica sta agendo come un potente freno, se non un vero e proprio sabotatore, nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Senza una decisa inversione di rotta, la promessa di "non lasciare nessuno indietro" rischia di essere infranta dal calore estremo e dai disastri naturali.

Quali sono i principali obiettivi a rischio? Ecco cosa ci dicono i dati

La crisi climatica è un moltiplicatore di minacce che colpisce trasversalmente i pilastri della sostenibilità. Ecco come i record negativi del 2025 impattano sui traguardi globali:

  • obiettivo 13 - Lotta contro il cambiamento climatico. Siamo nel pieno dell'emergenza. Il 2024 è stato il primo anno a superare chiaramente la soglia di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali. Il report sottolinea con gravità che, per la prima volta, la media dell'ultimo triennio (2023-2025) è stata di 1,52°C
  • obiettivo 2 - Sconfiggere la fame. Il riscaldamento globale compromette direttamente la produzione di cibo. Il report cita un monito storico: durante i periodi di siccità estrema del passato (come tra il 1875 e il 1878), le carestie causarono circa 50 milioni di morti tra India, Cina, Africa e Sud America. Oggi, con eventi estremi sempre più frequenti, la sicurezza alimentare di milioni di persone è nuovamente in pericolo.
  • Obiettivo 3 - Salute e benessere. L'impatto sulla salute umana è brutale. Nel 2025, il 50% delle terre emerse ha registrato un numero di giorni superiore alla media con stress termico almeno "forte" (percezione di 32°C o più). In Africa centrale, questo si è tradotto in circa 110 giorni aggiuntivi di stress termico "molto forte" (sopra i 38°C).
  • Obiettivo 6 - Acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Le alluvioni record in Pakistan, India e Cina, unite allo scioglimento accelerato dei ghiacciai in Nepal e Afghanistan, hanno devastato le infrastrutture idriche fondamentali per la vita.

Tabella: Il "peso" del clima sugli Obiettivi Globali

Obiettivo SDGEvidenza dal Report 2025Impatto Sociale (Focus ActionAid)
SDG 1: No PovertàAumento di eventi estremi come inondazioni e incendi record.Distruzione di beni e mezzi di sussistenza, intrappolando le popolazioni fragili nella miseria.
SDG 5: Parità di GenereStress termico e disastri naturali colpiscono il 91% del globo.Le donne sono spesso le più colpite dalla scarsità di risorse, vedendo aumentare il carico di lavoro non retribuito e i rischi per la sicurezza.
SDG 10: Ridurre le disuguaglianzeIl triennio 2023-2025 è il periodo più caldo mai registrato rispetto al clima in evoluzione.Il divario tra chi può proteggersi e chi subisce passivamente la crisi (il Sud del mondo) continua ad allargarsi.

La visione di ActionAid sull’Emergenza Climatica: il clima è una questione di uguaglianza

Per ActionAid, la lotta al cambiamento climatico è in primis una lotta per la giustizia. Come indicato nel report Copernicus, questi "eventi estremi hanno impatti significativi sulla salute umana, gli ecosistemi e le infrastrutture".

Nelle zone dove operiamo, vediamo ogni giorno come le conseguenze dei cambiamenti climatici si traducono in altrettante ingiustizie:

  1. Mancanza di cibo e acqua: la siccità prolungata in Africa orientale e meridionale rende impossibile l'agricoltura di sussistenza.
  2. Sfruttamento e discriminazione: quando le risorse scarseggiano, le donne e le bambine sono le prime a dover rinunciare all'istruzione per cercare acqua o cibo, diventando più vulnerabili ad abusi e matrimoni precoci.
  3. Migranti climatici: la perdita della terra spinge milioni di persone verso l'emigrazione forzata. Il report ricorda storicamente come gravi periodi di siccità (come quella del 1877-78) abbiano causato carestie e decine di milioni di morti; oggi, senza interventi rapidi, rischiamo scenari simili.

Per noi di ActionAid, i dati Copernicus non sono solo grafici, ma gridi d'aiuto. La giustizia climaticanon è un'opzione ecologista: è l'unico modo per garantire che l'Agenda 2030 non rimanga solo un foglio di carta, ma diventi realtà per ogni bambino e ogni comunità che sosteniamo.

FAQ: Le domande più frequenti sull’Emergenza Climatica

È il limite stabilito dall’Accordo di Parigi per evitare gli impatti più catastrofici del riscaldamento globale. Il fatto che il triennio 2023-2025 sia già sopra questa soglia (1,52°C) è un segnale di estrema urgenza per i decisori politici.

Sebbene il report mostri che le temperature record interessano tutto il globo, la responsabilità storica ricade sui paesi industrializzati. Tuttavia, sono paesi come quelli dell’Africa e dell’Asia meridionale a registrare i picchi di stress termico e i danni maggiori da alluvioni.

Le temperature marine record del 2025 (anche in assenza di El Niño) alimentano tempeste e cicloni più violenti che penetrano nell’entroterra, distruggendo case e infrastrutture vitali per la salute e l’educazione.

ActionAid non si limita all’assistenza immediata. Grazie ai sostenitori, implementiamo progetti di resilienza: costruiamo sistemi di irrigazione solare, formiamo le comunità su tecniche agricole resistenti al clima e lavoriamo per il riconoscimento dei diritti dei migranti climatici.

Il report Copernicus indica che la velocità di riscaldamento è aumentata negli ultimi decenni. Ogni frazione di grado evitata riduce drasticamente il numero di giorni di caldo estremo e la violenza delle alluvioni, salvando vite umane

La giustizia climatica è il concetto secondo cui la crisi ambientale non è solo un problema ecologico, ma etico e politico. Riconosce che i Paesi ricchi sono i principali responsabili delle emissioni, mentre i Paesi poveri subiscono le conseguenze più gravi. Chiede quindi che i responsabili sostengano economicamente l’adattamento delle popolazioni vulnerabili.

Sono persone costrette a lasciare la propria terra a causa di siccità, innalzamento del livello del mare o disastri naturali estremi. Non esiste ancora uno status giuridico di “rifugiato climatico” a livello internazionale, il che li rende ancora più invisibili e privi di tutele.

A causa delle disuguaglianze sociali preesistenti, le donne hanno meno accesso alla terra, al credito e alle decisioni politiche. In molte culture sono responsabili della raccolta di cibo e acqua, compiti che diventano pericolosi e logoranti a causa del clima instabile.

La situazione è critica: nel febbraio 2025 è stata registrata l’estensione globale di ghiaccio marino più bassa mai osservata dall’inizio delle rilevazioni satellitari negli anni ’70. Contemporaneamente, le temperature della superficie marina sono rimaste storicamente alte per tutto l’anno, nonostante l’assenza del fenomeno El Niño che solitamente spinge verso l’alto il calore oceanico.

Le previsioni indicano che c’è l’80% di probabilità che uno dei prossimi cinque anni (2025-2029) superi il 2024 come anno più caldo di sempre. Inoltre, esiste una probabilità del 70% che la media dei prossimi cinque anni superi costantemente la soglia critica di 1,5°C.