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Siccità: periodo prolungato nel quale si registra una grave e marcata scarsità d’acqua. È proprio ciò che sta succedendo, in questo momento, in Africa orientale. Un’emergenza gravissima che sta mettendo in pericolo milioni di vite.

La crisi in Africa orientale

Qui, la popolazione sta pagando le conseguenze di una delle più gravi siccità di sempre. Dovuta a due stagioni consecutive nelle quali si sono registrate delle precipitazioni di molto inferiori alla media. Una situazione che ha messo in ginocchio uomini, donne e bambini.

Tutto questo può essere riassunto in un solo numero: nel Corno d’Africa, 12,8 milioni di persone sono ridotte alla fame. Ridotte alla fame perché la siccità uccide greggi e mandrie, e distrugge i raccolti.

I Paesi più colpiti

  • Somalia. Le persone che hanno urgentemente bisogno di aiuto sono 6,2 milioni. In Somaliland, il bestiame morto a causa della siccità è l’80 percento, in pratica quattro capi di bestiame su cinque. I casi di donne aggredite e violentate mentre si stanno recando a prendere l’acqua è in aumento.
  • Kenya. Ci sono 2,7 milioni di persone che devono urgentemente ricevere aiuti umanitari (acqua, cibo, medicine). Inoltre, le donne devono camminare anche per nove chilometri al giorno prima di raggiungere la più vicina fonte e riportare l’acqua a casa.
  • Etiopia. In questo Paese, le persone che hanno subito bisogno di cibo sono 5,6 milioni. Secondo i dati del Governo locale, tre milioni di madri e bambini sono in condizione di grave malnutrizione.

El Niño

È un fenomeno climatico che nel 2016 determinò lunghi mesi di siccità proprio in Africa orientale, colpendo 400 milioni di persone. Secondo gli esperti, le probabilità che El Niño si ripeta anche nel 2017 sono molto alte, circa il 35-40 percento. Stavolta, le conseguenze sarebbero ancora più gravi.

Cosa possiamo fare

Non è la siccità a uccidere. Non direttamente. A uccidere sono la fame, la sete e le malattie. Ma c’è una soluzione, molto semplice. Ovvero fornire cibo, acqua e medicine ai Paesi colpiti dalla siccità. E bisogna farlo subito.

 

Dati: ActionAid.org.uk