circolo vizioso della povertà

Lo chiamano circolo vizioso della povertà. Perché, come il proverbiale serpente che si morde la coda, sembra essere infinito. E, soprattutto, uscirne non è assolutamente semplice per chi c’è dentro.

Il circolo

  • Tutto comincia dalla povertà. E la povertà estrema riguarda il 13% della popolazione totale del pianeta (secondo i dati della World bank). La maggior parte dei poveri vive in Africa subsahariana e in Asia meridionale.
  • Chi è povero è malnutrito. La fame è un problema per quasi ottocento milioni di persone. Anche in questo caso, la maggior parte vive in Africa subsahariana e in Asia meridionale.
  • Il rischio di contrarre malattie è alto. Non a caso, vengono definite malattie della povertà. Si tratta di malattie che proliferano perché le persone non hanno abbastanza da mangiare, perché le condizioni igieniche sono pessime, perché non ci sono né ospedali né medicine.
  • Questo significa ridotte capacità fisiche e mentali. Senza mangiare, senza curarsi, un uomo o una donna non hanno abbastanza forze per poter lavorare, o studiare, o compiere qualunque altra attività che potrebbe assicurare loro un’esistenza dignitosa.
  • Si ritorna alla povertà. Senza le forze per lavorare, senza essere in buona salute, senza avere un’istruzione adeguata, il futuro non può essere che uno, ovvero il punto da cui siamo partiti: la povertà.

Ecco perché si parla di circolo vizioso.

Uscirne è difficile…

…indubbiamente, ma certo non è impossibile. Possiamo riuscirci coinvolgendo le istituzioni, redistribuendo le risorse, garantendo l’istruzione a tutti, raggiungendo la parità di genere, rendendo i Paesi poveri autosufficienti.

Sì, possiamo fare tutto questo. Ma per riuscirci abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Un aiuto che anche tu puoi dare grazie all’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: Greg Funnell/ActionAid.org.uk