23 Giugno 2016

ciclo e scuola

Che essere donne in Africa non sia semplice, è un concetto che non ci stancheremo mai di ripetere. A loro viene negato, spesso, qualsiasi diritto, anche l’istruzione. Ma per queste ragazze andare a scuola durante il ciclo mestruale è diventato un vero incubo. Tanto che, in alcuni casi, smettono del tutto di frequentarla.

Un semplice dato…

Sono molti, anzi troppi, i bambini e i ragazzi che non vanno a scuola in Africa. Per diverse ragioni: scuole troppo care, o troppo lontane; libri e materiale scolastico troppo costosi; scuole del tutto inesistenti; famiglie che preferiscono far lavorare i bambini invece di permettere loro di studiare e costruirsi un futuro.

A queste considerazioni bisogna aggiungere un dato: in Africa, una ragazza su dieci non va a scuola quando ha il ciclo mestruale. Per un motivo che può sembrare banale: nelle scuole non ci sono assorbenti e non ci sono servizi sanitari in condizioni accettabili.

…3 storie…

  • In Malawi, ci si aspetta che gli alunni si alzino per rispondere alle domande degli insegnanti. Ma Vast, 17 anni, era terrorizzata all’idea di rivelare che non poteva perché aveva il ciclo mestruale. In quei giorni, Vast indossava spesse strisce di tessuto, chiamate nyanda, per contenere le perdite. “Non andavo a scuola per tre giorni al mese. Avevo paura che le persone potessero ridere di me, visto che il nyanda risalta sul retro della divisa. Ero derisa dai ragazzi”.
  • Per molte ragazze, le prime mestruazioni significano l’inizio della fine dell’età scolastica. Oltre a questo rischio, le adolescenti devono affrontare una serie di pericolosi “falsi miti” che riguardano il ciclo mestruale. Come quello raccontato da Germaine, 14 anni, che vive in Malawi: “Qualcuno mi disse che se provavo molto dolore, alla schiena o allo stomaco, per ridurlo o guarirlo dovevo avere una relazione sessuale con un ragazzo. Si riduce il dolore, mi garantì questa persona”.
  • Oggi, Speciose ha 45 anni ed è madre di quattro figli. Ma ricorda ancora bene quando, anni addietro, fu costretta a lasciare la scuola di Nyanza, in Ruanda. Non poteva permettersi di acquistare gli assorbenti. Così usava vecchi abiti. Un giorno, macchiò la sua uniforme. “I ragazzi ridevano alle mie spalle e mi prendevano in giro, così sono tornata a casa. Ero così terrorizzata che non potevo parlarne con l’insegnante. Potevo solo lasciare la scuola. Il fatto che io non abbia frequentato la scuola non è stata una buona cosa. Ho perso l’occasione e, a volte, me ne pento”.

…e una soluzione altrettanto semplice

Perché basterebbe fornire a queste ragazze assorbenti, medicinali per il dolore mestruale e informazioni. Tutto qui. Anche se a te potrà sembrare poco, in realtà per queste tre donne avere dei semplici assorbenti può (o avrebbe potuto) cambiare le loro vite.

 

Storie, dati e immagine: ActionAid.org.uk