Domande frequenti sulla povertà mestruale
La period poverty (o povertà mestruale) è l’impossibilità economica e strutturale di accedere ai prodotti per l’igiene mestruale (come assorbenti interni ed esterni, coppette o antidolorifici), a servizi igienico-sanitari adeguati (acqua pulita, sapone, bagni privati e sicuri) e a una corretta educazione sul funzionamento del proprio corpo. Non si tratta solo di una carenza materiale, ma di una condizione che priva le donne della loro dignità e dei loro diritti fondamentali.
Le cause sono molteplici e variano a seconda del contesto geografico ed economico: Costi elevati dei prodotti, mancanza di infrastrutture idriche, tabù culturali e stigma, crisi e contesti di emergenza.
Le conseguenze della period poverty colpiscono la salute, l’istruzione e la sfera sociale delle ragazze: isolamento ed esclusione scolastica, rischi gravi per la salute, impatto psicologico.
Per eradicare questo fenomeno è necessario un approccio integrato su diversi fronti.
Abolire la Tampon Tax o ridurla al minimo, e garantire la distribuzione gratuita di prodotti igienici nelle scuole, nelle università, nelle carceri e nei centri di accoglienza (come fatto, ad esempio, in Scozia);costruire bagni sicuri, privati e dotati di acqua corrente, specialmente negli istituti scolastici dei contesti più vulnerabili; promuovere programmi scolastici inclusivi che coinvolgano anche i ragazzi per abbattere lo stigma e normalizzare il tema delle mestruazioni.
La period poverty colpisce in modo trasversale le fasce più vulnerabili della popolazione: studentesse, donne a basso reddito, senzatetto, detenute e rifugiate. Sebbene sia un problema globale, i numeri mostrano una crisi umanitaria di proporzioni enormi, documentata dalle principali agenzie internazionali.
Si stima (Dati Banca Mondiale/UNFPA) che nel mondo circa 500 milioni di donne e ragazze non abbiano accesso a strutture adeguate e a prodotti per la gestione dell’igiene mestruale. Questo dato rappresenta circa un quarto della popolazione globale in età fertile. L’UNESCO stima che 1 ragazza su 10 in Africa subsahariana salti la scuola durante il ciclo mestruale. In alcuni Paesi, questo dato si traduce nella perdita di circa il 20% dell’anno scolastico, diventando una delle prime cause di abbandono precoce. Ma anche in Europa e nei Paesi occidentali alcune ricerche hanno evidenziato che circa il 10% delle ragazze tra i 14 e i 21 anni non ha potuto permettersi l’acquisto di prodotti igienici, e il 15% ha fatto fatica a reperirli. Secondo le stime delle associazioni che si occupano di contrasto alla povertà l’impatto economico colpisce pesantemente le famiglie in povertà assoluta anche in Italia.
