camminare per andare a prendere l'acqua

Si tratta, per chi è nato in uno dei Paesi del cosiddetto Primo mondo, di una cosa, per certi versi, inimmaginabile. Perché sembra impensabile che una persona sia costretta a camminare per ore e ore per andare a prendere l’acqua. Eppure, in alcuni Paesi, è proprio ciò che accade.

Anzi, di solito, è un’incombenza che ricade su donne, ragazze, bambine. Come raccontano queste tre storie.

3 storie vere

  • Leyla. Ha appena dieci anni. Frequenta la quarta classe nella scuola primaria del villaggio di Wullo. Ogni giorno, impiega anche quattro ore per portare l’acqua a casa.
  • Bizunesh. Lei è un po’ più grande, 16 anni. Vive a Wartu-Sefera, in Africa. Dal momento che è una donna, andare a prendere l’acqua è un compito che ricade su di lei. Come conseguenza, arriva tardi a scuola e resta indietro con le lezioni.
  • Tena. Vive nel distretto di Janamora, in Etiopia. In un certo senso, può considerarsi fortunata. Perché, pur dovendo camminare comunque per chilometri prima di raggiungere una fonte d’acqua potabile, almeno ha un asino che l’aiuta nel trasporto dei recipienti.

Perché accade questo

Perché, in sostanza, al mondo c’è chi non ha acqua potabile. Per la precisione, sono 750 milioni (secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità). L’Africa subsahariana è il continente maggiormente colpito dalla mancanza d’acqua. E non avere acqua potabile a disposizione, banalmente, per mangiare e lavarsi significa creare terreno fertile per il proliferare delle cosiddette malattie della povertà.

Cosa possiamo fare

Malattie e assenza da scuola: sono due conseguenze gravissime. Per un problema che, paradossalmente, sarebbe in realtà molto semplice da risolvere. Infatti, basterebbe costruire, in particolare in Africa ma non solo, pozzi d’acqua accessibili a tutti, soprattutto nelle vicinanze dei villaggi più isolati.

Basterebbe poco per permettere a Leyla e Bizunesh di andare a scuola regolarmente ed evitare i pericoli nei quali possono incappare una bambina e una ragazza durante il lungo cammino.

 

Fonte immagine: ActionAid.org.uk