15 Dicembre 2025 - 
Bambini difficoltà buon natale

Un altro anno sta per chiudersi. Le luci si accendono, le città rallentano, ci si prepara a celebrare e a condividere auguri e speranze. Per molte persone il Natale è un tempo di pausa, di calore e di vicinanza. Allo stesso tempo, in diverse parti del mondo, bambine e bambini continuano a vivere una quotidianità segnata da difficoltà che non si fermano con l’arrivo delle feste.

Festeggiare con i propri cari, ritrovarsi attorno a una tavola e scambiarsi doni è parte integrante del significato delle feste, ed è giusto viverlo con serenità. Ma il Natale può offrire anche lo spazio per una riflessione più ampia: su come consumiamo, su cosa scegliamo di acquistare e sull’impatto che questi gesti hanno, spesso in modo invisibile, su altre persone e territori.

Le disuguaglianze non conoscono calendari: povertà, accesso limitato all’istruzione, fame ed esclusione restano presenti anche nei periodi che associamo alla gioia e all’abbondanza. È in questo contesto che il Natale può diventare anche un momento di consapevolezza, un invito ad allargare lo sguardo e a riconoscere come le scelte individuali e collettive contribuiscano a costruire il futuro di tanti bambini e delle loro comunità.

Il modello di consumo che caratterizza questo periodo si inserisce infatti in filiere globali complesse, che in alcuni casi gravano su risorse naturali e comunità già fragili, soprattutto nei Paesi del Sud globale che maggiormente risentono di alcune logiche proprie del consumismo. Essere consapevoli di queste connessioni non significa rinunciare alle feste, ma dare valore a scelte più attente e responsabili.

In questo senso, il Natale può diventare un’occasione per riscoprire il significato della solidarietà come parte della vita quotidiana, un modo per trasformare la celebrazione in un gesto che guarda anche oltre il presente, contribuendo a un futuro più equo per tutti.

Un Natale diverso per chi vive nell’emergenza

Per molti bambini nel mondo, il Natale trascorre come qualsiasi altro giorno, segnato da sfide quotidiane come l’accesso al cibo, all’acqua pulita o alle cure mediche. In alcuni contesti, queste difficoltà sono aggravate da situazioni di conflitto. In queste realtà, il Natale non assume il significato simbolico e di pausa che spesso gli attribuiamo, ma resta parte di una quotidianità complessa.

Natale, per noi, può essere anche un momento di riflessione e di attenzione verso chi vive in condizioni di maggiore fragilità, un’occasione per dare valore ai gesti di solidarietà e alle scelte consapevoli che contribuiscono a costruire un futuro più giusto per tutti.

Le disuguaglianze globali hanno purtroppo ancora numeri enormi e lo scenario sembra essere ancora ben lontano dagli obiettivi per lo sviluppo sostenibile sanciti dall’Agenda 2030.

  • Secondo la Banca Mondiale, circa 700 milioni di persone nel mondo vivono ancora in condizioni di povertà estrema, e quasi la metà sono bambini, costretti a crescere senza accesso ai beni essenziali.
  • Sul fronte dell’istruzione, i dati UNESCO indicano che oltre 250 milioni di bambini e bambine non frequentano la scuola, privati di un diritto fondamentale che potrebbe cambiare il loro futuro.
  • L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che 160 milioni di minori siano coinvolti nel lavoro minorile, spesso in contesti pericolosi e sfruttanti.
  • Per milioni di bambine, inoltre, l’infanzia finisce troppo presto: gli ultimi dati ci raccontano che oltre 650 milioni di donne e ragazze oggi viventi sono vittime del fenomeno dei matrimoni precoci e forzati e costrette a sposarsi prima dei 18 anni.
  • A tutto questo si aggiunge l’impatto devastante dei conflitti: i dati UNHCR parlano di oltre 40 milioni di bambini che vivono in contesti di guerra o sono stati costretti a fuggire dalle proprie case.
  • Infine, l’accesso ai servizi di base resta una sfida enorme: circa 2 miliardi di persone, tra cui milioni di bambini, non hanno accesso ad acqua potabile sicura e 3,5 miliardi vivono senza servizi igienici adeguati.

Numeri che mostrano con chiarezza come per milioni di bambini e famiglie le disuguaglianze continuino a essere una realtà quotidiana.

I nostri desideri per questo Natale

Per tutti i bambini che affrontano difficoltà il nostro impegno e desiderio è che ogni giorno sia un passo verso un futuro pieno di opportunità e diritti. Che possano crescere sani, istruiti e liberi di sognare.

A questi bambini noi di ActionAid insieme ai nostri sostenitori ci dedichiamo tutto l’anno, ma in un periodo come questo vogliamo augurargli tutto quello che non hanno.

  1. Vorremo che tutti i bambini andassero a letto con la pancia piena. Invece, nel mondo ci sono circa 66 milioni di bambini che frequentano le lezioni a stomaco vuoto. Senza parlare del fatto che le statistiche sulla fame nel mondo ci dicono essere la causa del 45 per cento dei decessi di bambini di età inferiore a cinque anni: stiamo parlando di tre milioni e 100mila bambini ogni anno. (Dati: Wfp)
  2. Vorremmo che nessun bambino non fosse costretto a lavorare. Invece il lavoro minorile continua ad essere diffuso negando ai più piccoli il diritto all’infanzia e mettendoli molto spesso a rischio della propria vita in una spirale di maltrattamenti e sfruttamento.
  3. Vorremmo che tutti i bambini potessero studiare. Perché studiare è importante. E il diritto allo studio è il miglior mezzo per supportarli nella ricerca di un lavoro dignitoso, per affrancarsi dalla trappola della povertà e dello sfruttamento. I numeri sull’analfabetismo nel mondo parlano di 115 milioni di giovani e bambini che non hanno le più elementari competenze per quanto riguarda leggere e scrivere. Sono 115 milioni di giovani e bambini condannati a un futuro di miseria. (Dati: United Nations, Unesco)
  4. Vorremmo che tutti i bambini potessero giocare. Il diritto al gioco è sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, approvata il 20 novembre 1989. Un documento importante. Eppure, nonostante la solennità di quest’atto e il formale impegno di decine di Stati, nel mondo ci sono 120 milioni di bambini e adolescenti che lavorano.
  5. Vorremmo che tutti i bambini potessero stare con i loro cari e le loro famiglie. Invece sappiamo che nelle difficoltà i nuclei familiari sono spesso costretti a separarsi, alimentando le varie forme di traffico di esseri umani e contribuendo a quei fenomeni di migrazione che spesso sono solo il punto di partenza per una spirale di ulteriori soprusi e sfruttamento.

Cosa possiamo fare per rendere speciale il loro Natale

Questi bambini non hanno scelto la loro condizione, ma noi possiamo scegliere di fare qualcosa per loro.
Esistono tanti modi per fare la differenza, anche a distanza. Un piccolo gesto può trasformarsi in un dono prezioso per un bambino che ha bisogno di speranza. Per un Natale e un futuro migliori.

  • Regali solidali: Scegliere regali che contribuiscano a finanziare progetti per i bambini in difficoltà. Ad esempio, una borsa di studio per permettergli di studiare, un set di vaccini per salvaguardare i neonati dalle malattie più rischiose e diffuse, l’assistenza legale per una bambina per permetterle di combattere contro i matrimoni precoci e imposti.
  • Regalare un’adozione a distanza: Per chi cerca un dono significativo, un’adozione a distanza è un regalo che cambia la vita. Contribuisce a garantire cibo, istruzione e cure mediche a un bambino in difficoltà, e crea un legame speciale tra chi dona e chi riceve.
  • Sottoscivere un’adozione a distanza: Diventare un sostenitore diretto è un impegno di amore e solidarietà. Attraverso ActionAid, si può accompagnare un bambino e la sua comunità verso un futuro migliore.
  • Donare: Anche una piccola donazione può fare una grande differenza. Ogni contributo è un passo avanti per garantire diritti fondamentali come cibo, istruzione e salute.

Il nostro augurio è che ogni bambino possa conoscere la gioia di un Natale speciale, fatto di speranza, amore e solidarietà. E che insieme possiamo costruire un mondo in cui ogni giorno sia, per loro, migliore del precedente.