bonded labor India

Si tratta della più popolosa tra le democrazie del mondo. Eppure, è anche un Paese che presenta al suo interno numerose zone oscure. Nonostante si sia dotato di una Costituzione moderna che ha lo scopo di garantire i diritti fondamentali a tutti, un dato resta. Il bonded labor, oggi, è una delle più gravi piaghe che affliggono l’India.

  • Cos’è il bonded labor. In italiano, si chiama sfruttamento del lavoro per debiti. Funziona così: una persona povera chiede un prestito, ma i tassi d’interesse sono così alti che quella data persona non potrà mai riuscire a ripagare il debito. Quindi, in sostanza, diventa uno schiavo al servizio del suo creditore e deve lavorare in condizioni troppo spesso disumane.
  • La situazione in India. L’india è uno dei Paesi dove questa moderna forma di schiavitù si manifesta, probabilmente, nella sua forma più grave. Qui, si calcola che circa trecento milioni di adulti siano costretti a lavorare per ripagare i debiti contratti. E tutto questo nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione e le severe leggi del Bonded labor system (abolition) act.
  • I più colpiti. Sono i membri delle comunità dalit, quelli che la maggior parte del mondo conosce come gli intoccabili. Si tratta dei “fuori casta” o della casta più bassa della società indiana. Sono chiamati così perché svolgono le mansioni considerate impure: quelle a contatto con la nascita (come le ostetriche), la morte (macellaio, conciatore di pelli) o la sporcizia (lavandaia, netturbino).
  • I bambini. Nel mondo, ci sono circa 168 milioni di giovani che lavorano. Di questi, 120 milioni hanno un’età compresa tra i cinque e i 14 anni. E in India i bambini costretti a lavorare sono circa 65 milioni. Quanto l’intera popolazione italiana.

Trecento milioni di adulti e 65 milioni di bambini: dei numeri esorbitanti. Dietro i quali si celano persone che non potranno mai sperare in un futuro che non sia segnato da povertà e miseria.

 

DATI: Swamiagnivesh.com