bambini nelle zone di guerra

Possono essere delle “semplici” vittime. Possono, in troppi casi, essere direttamente coinvolti nelle operazioni. Ora, proprio mentre stai leggendo queste parole, ci sono bambini che vivono in zone di guerra. Che vedono la loro infanzia irrimediabilmente perduta. Che assistono al peggiore degli orrori che possano segnare una vita. Una giovane vita, in questo caso.

La situazione nel mondo

Questo fenomeno è talmente radicato e i Paesi nei quali si riscontra così instabili dal punto di vista sia sociale sia politico che riuscire a fornire dei dati è molto difficile. Le stime più affidabili ci raccontano che:

  • Dal 2002, un miliardo di bambini vive in 42 Paesi colpiti da violenti conflitti. In queste situazioni, i bambini sono delle vittime predestinate: deboli, indifesi, troppo spesso lasciati soli. Di solito, i più a rischio solo gli orfani, che hanno perso i genitori negli scontri.
  • I bambini coinvolti attivamente nei conflitti sono circa 250mila. Attivamente coinvolti significa che sono usati come bambini soldato, messaggeri, spie, facchini, a volte cuochi. Il destino peggiore tocca probabilmente alle ragazze, che sono usate come oggetti sessuali.

Una testimonianza

La testimonianza di Mopati (nome di fantasia per proteggere il bambino) risale ormai a qualche tempo fa ma resta una delle storie più toccanti e significative se si parla delle terribili esperienze che devono vivere i bambini soldato.

Il Congo era insanguinato da un grave conflitto armato. Nel 1999, Mopati fu forzatamente arruolato da alcuni militari. Nel campo militare, gli fu insegnato a uccidere, saccheggiare e violentare. Nonostante avesse cercato di opporsi. Nonostante il piccolo Mopati volesse soltanto vivere come il bambino che era.

Aiutare i bambini nelle zone di guerra

Operiamo in molti Paesi dove sono in corso guerre e conflitti armati. Siamo lì per essere vicini alla popolazione. E soprattutto per cercare di proteggere i bambini e le loro famiglie da questo indicibile orrore.

Possiamo riuscirci soltanto grazie al contributo dell’adozione a distanza: possiamo contare anche su di te per aiutare i bambini nelle zone di guerra?

 

Fonte immagine: William Davies/ActionAid.org.uk
Dati: Unicef.it