bambini costretti a lavorare

Nei Paesi occidentali, ricchi e industrializzati, i bambini vanno a scuola, giocano, studiano. Questa è la normalità. Questa dovrebbe essere la normalità. Ma non è così per i milioni di bambini costretti a lavorare.

Una definizione

Il lavoro minorile può essere definito come un lavoro che priva i bambini della loro infanzia, della possibilità di avere un futuro migliore e della loro dignità. Inoltre, il lavoro minorile è dannoso per lo sviluppo sia fisico sia mentale del bambino.

Il lavoro minorile nel mondo

Secondo le stime sul lavoro minorile, questa è la situazione a livello globale:

  • Nel mondo, lavorano 218 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni. Di questi, 152 milioni sono vittime del lavoro minorile. Quasi la metà di loro, 73 milioni, sono impiegati in lavori pericolosi.
  • Quasi la metà dei 152 milioni di bambini vittime del lavoro minorile ha un’età compresa tra 5 e 11 anni; 42 milioni (il 28%) ha 12-14 anni; 37 milioni (il 24%) ha 15-17 anni. Bambini, ragazzini e adolescenti che, costretti a lavorare, non frequentano la scuola e restano analfabeti per il resto della loro vita.
  • Di questi 152 milioni di bambini, 88 milioni sono maschi e 64 milioni sono femmine.
  • I bambini costretti a lavorare sono impiegati principalmente nell’agricoltura (71%), che comprende la pesca, la silvicoltura, la pastorizia e l’acquacoltura. Oltre a questi, il 17% lavorano nel settore dei servizi e il 12% nel settore industriale, incluso quello minerario.

I Paesi

In termini assoluti, quasi la metà dei bambini costretti a lavorare (72,1 milioni) si trova nel continente africano. Che, comunque, non è la sola zona del mondo che deve fare i conti con questo problema:

  • 62,1 milioni in Asia e nel Pacifico;
  • 10,7 milioni nelle Americhe;
  • 1,2 milioni negli Stati arabi;
  • 5,5 milioni in Europa e Asia centrale.

Perché molti bambini sono costretti a lavorare?

  • La povertà è la prima causa. Le famiglie sono troppo povere e non possono permettersi di pagare l’istruzione ai bambini, che quindi sono costretti a lavorare per dare una mano ai loro genitori.
  • Molti adulti nei Paesi più poveri del mondo, ritrovandosi senza lavoro, mandano i figli a lavorare. I bambini sono ben accetti dai datori di lavoro perché percepiscono paghe più basse, non ricevono contributi e subiscono soprusi che molti adulti non tollererebbero.
  • In alcuni Paesi, il lavoro minorile è conseguenza di antichi retaggi culturali.
  • In molti casi, manca completamente la consapevolezza di essere sfruttati.

 

Sfruttati, maltrattati: così sono i bambini costretti a lavorare. Costretti a infilarsi in un’angusta miniera o a sudare nei campi quando dovrebbero soltanto giocare e studiare. Sono questi i bambini che vogliamo aiutare e possiamo farcela grazie all’adozione a distanza.

 

Fonte immagine: Kate Holt/Greg Funnell/ActionAid.org.uk
Dati: Ilo.org, “Global Estimates of Child Labour: Results and trends, 2012-2016” (Ginevra, settembre 2017)