AIDS nei paesi poveri

Come raccontare la vita dei bambini africani? Difficile riuscire a concepire un’esistenza fatta solo di privazioni, e fin dalla nascita. Quattro privazioni come istruzione, cibo, salute, acqua. Diritti che nei Paesi occidentali sono dati per scontati, ma nei Paesi più poveri del mondo non è così.

1. Istruzione

Si calcola che nel mondo circa 100 milioni di bambini non vadano a scuola. Un destino che in buona parte riguarda i bambini africani che vivono nelle zone più povere del continente. Dove le scuole sono o troppo care o troppo lontane. Dove gli insegnanti qualificati mancano. E dove spesso i bambini smettono completamente di andare a scuola perché devono aiutare i genitori nei lavori quotidiani.

2. Cibo

La fame nel mondo non risparmia i bambini africani. Mortalità infantile, deficit di sviluppo e la malnutrizione che li porta ad essere sottopeso sono le sfide che devono affrontare ogni giorno. Dei 66 milioni di bambini che ogni giorno vanno a scuola con lo stomaco vuoto, 23 milioni vivono nella sola Africa. Un dato che descrive perfettamente la situazione.

3. Salute

Tubercolosi, malaria, AIDS, malattie dell’infanzia, malattie diarroiche, infezioni respiratorie. Queste sono le malattie della povertà. E non fanno differenza tra adulti e bambini. In particolare, spesso i bambini contraggono l’AIDS direttamente dai loro genitori, fin dalla nascita. Queste malattie sono strettamente legate alle condizioni di povertà. In molti casi basterebbe davvero poco per combatterle.

4. Acqua

In Africa l’accesso all’acqua potabile non è un diritto per tutti. In particolare nell’Africa subsahariana, una delle zone più povere del mondo intero. In queste zone circa un terzo della popolazione non ha ancora pieno accesso a fonti di acqua sicure. Questo si traduce in rischi per la salute di tutti, specialmente dei bambini.

 

Istruzione, cibo, acqua e salute. Sono le quattro grandi privazioni che segnano la vita dei bambini africani. Eppure è una condizione che può cambiare. Uno dei principali mezzi per combatterla è l’adozione a distanza.