10 Settembre 2019

acqua potabile sicura

Dal rapporto Unicef Oms pubblicato a Giugno 2019 e intitolato “Progress on drinking water” emerge un dato sconfortante: una persona su tre è senza acqua potabile sicura. Cosa significa questo in numeri? 4,2 miliardi le persone non hanno servizi igienici sicuri. 2,2 miliardi sono senza acqua potabile. 3 miliardi non hanno a disposizione i servizi di base per lavarsi le mani.

L’acqua potabile è un lusso

Uno dei messaggi che passa da questa analisi è proprio la mancanza di parità nella gestione delle risorse. Quando una persona su tre, un uomo, una donna o un bambino, non può accedere a una risorsa basilare per la vita come l’acqua, tutti stiamo fallendo nell’aiutare il genere umano. I bambini che consumano acqua non potabile rischiano di morire per malattie come diarrea, colera, tifo, epatite A e malattie tropicali.

Sì, perché l’acqua sicura non è solo un liquido: dall’acqua derivano il cibo che consumiamo, la nostra igiene che tiene lontane le malattie e il funzionamento delle strutture sanitarie che garantiscono il giusto supporto alle persone. Basti pensare che ogni anno 297 mila bambini sotto ai 5 anni muoiono a causa di diarrea legata a servizi idrici e igienico sanitari inadeguati.

Cosa è cambiato dal 2000

Sono stati fatti dei passi avanti. Dal 2000 al 2017, la situazione è cambiata per 1,8 miliardi di persone che hanno ottenuto l’accesso ai servizi di base per l’acqua potabile, portando 80 paesi a raggiungere una copertura dei servizi superiore al 99%. Ma le disuguaglianze sono ancora tante, ancora oggi. Ed è il momento di dare l’allarme, perché mancano solo 10 anni alla scadenza degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile definiti dall’Onu, e le sue misure per il rispetto dei diritti umani di tutte le persone del mondo.

L’accesso universale all’acqua sicura con infrastrutture di qualità è ancora una chimera, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, dove, ad esempio, si utilizzano latrine a cielo aperto senza controllo condivise indiscriminatamente. Questa è una realtà per 2 miliardi di persone, di cui il 70% vive in aree rurali. Anche se il numero di persone che sono costrette a espletare i propri bisogni all’aperto è calato dal 21% al 9% dal 2000, questo numero risulta comunque peggiorato in paesi come l’Africa sub-sahariana a causa dell’aumento della popolazione.

Più della metà del mondo non ha accesso sicuro all’acqua

Secondo il rapporto, 3,4 miliardi di persone (il 45% della popolazione mondiale) utilizzavano servizi sicuri nel 2017; 144 milioni di persone sono al momento costrette a bere acqua non trattata, perché è l’unica che riescono a trovare. Lavarsi le mani con il sapone a casa, una pratica che ci protegge da moltissimi batteri e virus, non è un’attività così scontata per il 40% della popolazione mondiale. Di questi 1,6 miliardi hanno un impianto per l’erogazione, ma non hanno acqua o sapone, 1,4 miliardi non hanno neanche l’impianto.

Tutto questo costringe questi popoli (e il mondo intero) a convivere ancora con malattie che l’acqua potabile e sicura per tutti potrebbe invece già debellare: diarrea, tifo, colera, tracoma, parassiti intestinali e schistosomiasi, sono tutte causate da scarsi servizi idrici e igienico-sanitari. E i più colpiti sono i bambini.

Il diritto alla salute e a una vita dignitosa è legato a doppio filo all’acqua potabile e sicura. Acqua che è in pericolo anche a causa del surriscaldamento globale che ne prosciuga le riserve. Ci vuole tanto lavoro da parte di tutti, per questo abbiamo bisogno anche di te.

 

Fonti:

Adnkronos.com

Cipsi.it

Onuitalia.com