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Lotta alla povertà minorile: cause e conseguenze


Savann Oeurm/ActionAid


Povertà è da qui che tutto ha inizio: essere un bambino povero significa restare ai margini della società, vivere in contesti violenti, non potere accedere all'istruzione, cure sanitarie adeguate e a un'alimentazione corretta. La povertà per un bambino si traduce nella mancanza di opportunità.

La povertà a livello globale

La popolazione mondiale, all'incirca, ammonta a sette miliardi e mezzo di persone. Di questi, il 10,7% vive con meno di due dollari al giorno (per la precisione, meno di 1,90). In valori assoluti, sono circa 770 milioni di persone. Che non possono permettersi praticamente niente, nemmeno il cibo necessario per la mera sopravvivenza. E sono condannati a un futuro segnato unicamente dalla povertà. (Dati World Bank)

Bambini poveri

Sul totale dei poveri a livello globale, circa la metà è costituita da giovani di età inferiore a 17 anni. Ovvero:

  • Da 0 a 4 anni: 122 milioni.

  • Da 5 a 9 anni: 118 milioni.

  • Da 10 a 14 anni: 99 milioni.

  • Da 15 a 17 anni: 46 milioni.

Le tre conseguenze della povertà

Per i bambini, le conseguenze della povertà sono principalmente tre.

  • Diritto al cibo negato. A livello globale, quasi la metà dei decessi di bambini che avvengono entro il quinto anno di vita è dovuto a cause direttamente o indirettamente riconducibili alla scarsa alimentazione.

  • Diritto all'istruzione negato. Nel 2015, quasi sei milioni di bambini (di età inferiore a 5 anni) hanno perso la vita per malattie che sarebbero facilmente prevenibili, come la polmonite e la diarrea.

  • Diritto alla salute negato. Al giorno d'oggi, 61 milioni di bambini non vanno a scuola. Senza studiare, non potranno mai trovare un lavoro dignitoso e affrancarsi dalla povertà.

La Convenzione sui Diritti dell'infanzia

Gli Stati parti s'impegnano ad adottare tutti i provvedimenti legislativi, amministrativi e altri, necessari per attuare i diritti riconosciuti dalla presente Convenzione. Trattandosi di diritti economici, sociali e culturali essi adottano tali provvedimenti entro i limiti delle risorse di cui dispongono e, se del caso, nell'ambito della cooperazione internazionale (articolo 4 della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza)