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Cosa sono le Mutilazioni Genitali Femminili?


Ashley Hamer /ActionAid

Le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno diffuso e complesso: nel mondo circa 125 milioni di donne convivono con una mutilazione e sopportano le conseguenze psicologiche e fisiche che le pratiche di asportazione e incisione comportano. Gran parte di bambine e ragazze vivono nei Paesi africani, rappresentando circa il 90% della popolazione femminile colpita da questo triste fenomeno. Tuttavia, il numero esatto è difficile da censire: episodi di FGM si registrano anche in Europa, Canada e Stati Uniti nella completa illegalità e rappresentando una delle più gravi forme di violenza sulle donne e di violazione dei diritti.

Le origini

Si sa poco sulle origini della pratica delle FGM. Una pratica che affonda in un passato pre-cristiano, pre-ebraico e pre-islamico, quindi non ha nulla a che fare con questioni di carattere religioso. Le mutilazioni genitali femminili, infatti, erano già praticate da Fenici, Ittiti, Egizi, Etiopi.

Perché accade

Tale antico retaggio, almeno stando alle teorie più accreditate, servirebbe a "preservare la purezza" della donna prima del matrimonio. Esistono diversi tipi di mutilazioni genitali femminili (per la precisione, l'Organizzazione mondiale della sanità ne ha individuate 14). A seconda del Paese e della cultura specifica, vengono praticate su donne, su adolescenti o addirittura su bambine.

Le conseguenze

Le FGM ledono la donna sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico. Le conseguenze più gravi sono:

  • Rapporti sessuali impossibilitati o difficoltosi;

  • Insorgenza di cistiti, ritenzione urinaria, infezioni vaginali, perdite ematiche;

  • Difficoltà e atroci dolori al momento del parto (in molti casi, il neonato non sopravvive);

  • Abbandono scolastico (dopo le FGM, le bambine e le adolescenti sono considerate "adulte" e quindi pronte al matrimonio);

  • La morte, per complicazioni e infezioni di varia natura, della donna che ha subito le mutilazioni.

La Convenzione sui diritti dell'infanzia

Anche se la pratica delle mutilazioni genitali femminili riguarda molti Paesi del mondo, è in Africa, e in particolare nell'Africa subsahariana, che questo problema si manifesta nella sua forma più grave. Per rendere l'idea della situazione, si possono riportare questi cinque dati:

  • Somalia 98%;

  • Guinea 97%;

  • Gibuti 93%;

  • Sierra Leone 90%;

  • Mali 89%

I numeri indicano, per ogni Paese, la percentuale di ragazze e donne, di età compresa tra 15 e 49 anni, che hanno subito le mutilazioni genitali. E questi cinque paesi non sono i soli: le FGM sono praticate anche in Egitto, Sudan, Eritrea, Burkina Faso, Gambia. (DATI: Unicef)

Una testimonianza dal Kenya

La madre di Pamela morì quando lei aveva appena 3 anni. Da allora, la sua vita divenne molto difficile. Poi, quando di anni ne ebbe 13, suo padre la diede in sposa a un uomo molto più grande di lei.
Un giorno, Pamela stava raccogliendo legna da ardere. L'uomo arrivò all'improvviso e la caricò su un furgone. La picchiò e la minacciò lungo tutto il tragitto fino a casa sua. La tenne rinchiusa in una baracca per settimane.
Pamela, in quella baracca, subì l'orrore delle mutilazioni genitali femminili. Rimasta incinta della sua bambina, non dimenticherà mai e poi mai il lancinante dolore provato durante il parto. Proprio per questo, Pamela non vuole più avere altri bambini.

La Convenzione sui diritti dell'infanzia

"Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per agevolare il recupero fisico e psicologico e il reinserimento sociale di ogni fanciullo vittima di ogni forma di negligenza, di sfruttamento o di maltrattamenti; di torture o di ogni altra forma di pene o di trattamenti crudeli, inumani o degradanti, o di un conflitto armato. Tale recupero e reinserimento devono svolgersi in condizioni tali da favorire la salute, il rispetto della propria persona e la dignità del fanciullo."
L'articolo 39 della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia parla di maltrattamenti, torture e trattamenti crudeli. Proprio ciò che sono le mutilazioni genitali femminili. E parla di rispetto per la dignità del fanciullo: proprio ciò che le FGM negano.