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Sfruttamento e lavoro minorile


Turjoy Chowdhury/ActionAid


Studiare. Giocare. Crescere normalmente. In sostanza, questa dovrebbe essere la vita di qualunque bambino del mondo. Troppo spesso, nelle vite dei bambini si sente parlare di sfruttamento. Che, tra le varie conseguenze, comporta una grave violazione dei diritti dei bambini: stiamo parlando del lavoro minorile.

Lo sfruttamento dei bambini

Bisognerebbe, in questo caso specifico, parlare al plurale. Perché lo sfruttamento dei bambini può assumere diverse forme. Si parla di sfruttamento quando un bambino deve lasciare la scuola per dare una mano a casa. Quando una bambina diventa vittima di violenza, anche sessuale. Quando una bambina viene data in sposa giovanissima per ripagare un debito o togliere una bocca da sfamare. E si parla di sfruttamento quando un bambino o una bambina sono costretti a lavorare.

7 numeri per descrivere il problema del lavoro minorile:

  • 168 milioni. I bambini e i giovani che lavorano in tutto il mondo. Per rendere l'idea del fenomeno, è quasi tre volte la popolazione italiana.

  • 85 milioni. Circa la metà del totale dei bambini che lavora sono impiegati in attività pericolose. Come in miniera. O come nel trasporto di carichi eccessivamente pesanti.

  • 98 milioni. Il numero di bambini che lavorano nei campi. Diversamente da quanto si possa pensare, nell'agricoltura è impiegato il 60% del totale dei bambini che lavorano.

  • 78 milioni. Pari a circa il 9,3% di tutta la popolazione minorenne. Questo è il numero di bambini che lavorano in Asia e nei Paesi del Pacifico.

  • 59 milioni. Il 35% dei bambini che lavorano si trovano nell'Africa subsahariana.

  • 13 milioni. Il numero di bambini che lavorano in America Latina e Caraibi.

  • 9,2 milioni. Tanti sono i bambini che lavorano nel Medio Oriente e nell'Africa settentrionale.

Principalmente, i bambini lavorano in alcuni dei Paesi più poveri al mondo. Dove la povertà, appunto, costringe questi bambini a lavorare per cercare di guadagnare qualche soldo da portare alle loro famiglie.(DATI: Ilo.org)

La Convenzione sui diritti dell'infanzia

In tema di sfruttamento e lavoro minorile l'articolo 32 della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia non potrebbe essere più chiaro: "Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale."

Detto in altre parole: ogni bambino ha il diritto di vivere la propria infanzia. E questo significa studiare e giocare. E non lavorare in una miniera o in un campo.